Vaccinare tutti i
pazienti con psoriasi, familiari e conviventi contro l’influenza stagionale e
la nuova A H1N1, aggiungendo, a discrezione del medico di famiglia, anche
quella per lo pneumococco.
E’ la raccomandazione contenuta in un
documento che l’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI) presenta
in occasione del 48° Congresso Nazionale in corso a Venezia fino a sabato 7 (in
diretta sul social network twitter e sul sito con web tv,
www.salutedomani.com). La psoriasi è una malattia della pelle che colpisce
oltre cento milioni di persone nel mondo, in Italia dal 3 al 5% della
popolazione, con un forte impatto negativo sulla qualità di vita. “Consigliamo
la vaccinazione contro l’influenza, perché il paziente usa farmaci che rendono
l’organismo più vulnerabile all’attacco del virus e potrebbero subentrare
alcune complicazioni. Ciò non accade con le frazioni virali contenute nel
vaccino – spiega Stefano La Greca, vicepresidente ADOI- questa è una
raccomandazione rivolta sia ai pazienti psoriasici sia a quanti soffrono di
patologie a base autoimmune (come il lichen o il penfingo) oppure di diatesi
allergica cronica (ad esempio eczema cronico o orticaria cronica)”. Nel
documento i dermatologi ospedalieri ADOI sottolineano che “non è necessario
sospendere il trattamento con i farmaci immunosoppressori, inclusi i farmaci
biologici, per effettuare la vaccinazione. Alcuni studi hanno evidenziato che
la vaccinazione anti-pneumococcica e quella anti-influenzale sono sicure ed
efficaci nei pazienti trattati con alcuni farmaci immunosoppressori, inclusi i
biologici anti –TNF”.
Nel caso di comparsa
di sintomi influenzali, inoltre, “la terapia con immunosoppressori deve essere
sospesa e va intrapresa quella adeguata fino a scomparsa della sintomatologia
influenzale”, evidenzia Ornella De Pità, Presidente Eletto ADOI. E’
sconsigliato invece, come nel resto della popolazione, l’impiego di farmaci
anti-virali, prima della comparsa dei sintomi. “E’ importante ricordare che
tali raccomandazioni, condivise dai dermatologi universitari, valgono anche per
i pazienti affetti da altre malattie infiammatorie della cute e in trattamento
con farmaci immunosoppressori”, conclude Patrizio Mulas, Presidente ADOI.



