L’ asma allergico è in aumento per i bambini lombardi: Milano, insieme a Roma, Bologna, Firenze e Torino, è tra le 5 città italiane, dove l’asma allergico è cresciuto di più negli ultimi anni e l’inquinamento è uno dei primi responsabili del problema.
A commentare questi dati è l’allergologo Alessandro Fiocchi - Direttore della divisione pediatrica dell’ospedale Macedonio Melloni: “In Lombardia i bambini asmatici sono oltre 130.000, la sola provincia di Milano ne conta 53.000 e di questi 2.500 sono asmatici gravi. L’asma grave persistente colpisce una minoranza dei piccoli pazienti (il 5%) che però genera il 50% della spesa sanitaria se si considerano i costi di assistenza e gli accessi al pronto soccorso per ricoveri. Presso il nostro centro funziona da più di un anno un ambulatorio per l’asma difficile, che accoglie anche bambini con problematiche respiratorie provenienti da altre parti d’Italia. Realizziamo in media 9.000 prestazioni l’anno su bambini allergici di cui più della metà, circa 6.000, sono bambini con asma.”
L’asma è una patologia infiammatoria cronica delle vie aeree caratterizzata da ricorrenti problemi respiratori e sintomi quali oppressione, respiro sibilante, costrizione del torace e tosse. I sintomi variano nel tempo e differiscono da un individuo all’altro in termini di gravità. Nei casi estremi, le vie aeree raggiungono un livello di infiammazione e costrizione così elevato da impedire al paziente di respirare. L’asma colpisce in Italia circa 3 milioni di persone ed è responsabile di più di mille decessi all’anno. La malattia è in aumento soprattutto nei bambini e nei giovani. L’incidenza dell’asma infantile in Italia è del 9,5% nei bambini e del 10,4% negli adolescenti.
“L’asma grave compromette fortemente la qualità di vita del paziente che ne è affetto – precisa ancora Fiocchi – Questo si riflette in maniera ancora più consistente nei bambini per i quali finora non esistevano trattamenti validi ed efficaci, se non i cortisonici per via generale e con tempi molto lunghi di cura. In questi casi, quando la climatoterapia in ambiente specializzato non è fattibile per motivi organizzativi o familiari, da poco abbiamo a disposizione una nuova terapia: omalizumab, appositamente sviluppato per i pazienti affetti da asma allergico grave non controllato dalle terapie standard. Rispetto ai trattamenti tradizionali il farmaco blocca a monte il meccanismo che scatena le crisi perché agisce selettivamente sulle igE (immunoglouline E) responsabili delle reazioni allergiche e del conseguente attacco di asma”.
Omalizumab è un anticorpo monoclonale che si lega alle igE umane che vengono prodotte in larga quantità nei pazienti allergici. Da settembre ha ottenuto l’indicazione pediatrica grazie ai risultati dimostrati dagli studi clinici su pazienti pediatrici: riduzione della frequenza degli attacchi d’asma del 50% in un anno e un buon profilo di tollerabilità nei bambini dai 6 agli 11 anni.
Il farmaco, presente in Italia da tre anni, aveva già dimostrato la sua efficacia nel corso di studi clinici internazionali, come terapia adiuvante per gli adulti, riducendo le ospedalizzazioni del 50%, le visite d’emergenza del 44% e dimezzando la frequenza di attacchi gravi.
L’anticorpo monoclonale è dispensato Servizio Sanitario Nazionale in regime ospedaliero. Si somministra per via sottocutanea, circa una volta al mese. La terapia adiuvante con omalizumab comincia a manifestare i suoi benefici dopo circa 4 mesi, anche se il miglioramento, in alcuni casi, è riscontrabile quasi da subito.