“In riferimento alla problematica della necessaria prosecuzione del processo di riorganizzazione della rete ospedaliera della Regione Lazio, ribadita nella seduta del Consiglio dei Ministri di ieri giovedì 15 ottobre 209 al Presidente Commissario Marrazzo, con particolare riferimento alla riconversione dei piccoli presidi ospedalieri ancora operanti nella realtà laziale ed incompatibili con i necessari standard di efficienza ed efficacia, si ritiene di dover precisare quanto segue. Da parte di esponenti regionali è stata fatta presente la opportunità di rinviare le previste riconversioni ospedaliere, a causa di un forte incremento di ricoveri ospedalieri nei prossimi mesi come effetto dell’impatto sul servizio sanitario laziale della pandemia di virus influenzale A(H1N1). Tale valutazione appare incongrua rispetto alle reali esigenze assistenziali cui la sanità laziale dovrà far fronte ed alle raccomandazioni ministeriali inviate a tutte le Regioni in materia. Queste raccomandazioni ribadiscono che, ferme restando le misure generali di prevenzione e la specifica campagna vaccinale da realizzare in tutte le realtà regionali, il rafforzamento della capacità di risposta assistenziale all’emergenza pandemica deve essere concentrato soprattutto sull’assistenza domiciliare e sul ruolo del medico di famiglia. Solo in caso di importanti complicazioni respiratorie viene ritenuto opportuno il ricovero ospedaliero, peraltro solo presso presidi ospedalieri qualificati in grado di gestire tali complicanze e non certo nei piccoli presidi ospedalieri di cui è opportuna la riconversione. In questa situazione, richiamare le necessità assistenziali legate alla pandemia, per ancora dilazionare la riconversione dei piccoli ospedali, si configura come una azione impropria ed anzi controproducente perché orienta verso una risposta assistenziale inefficace e, quindi, sconsigliata, quale è quella del ricorso di massa al ricovero ospedaliero.”










