Le nuove frontiere della radioterapia portano l'acronimo IGRT, la radioterapia guidata dalle immagini, che comporta un trattamento radioterapico sempre più preciso ed accurato, con minor tossicità e maggiori probabilità di riuscita). Il successo terapeutico di un qualunque trattamento radioterapico è determinato dal bilancio tra la probabilità di controllo del tumore e la probabilità di complicanze a carico dei tessuti sani. Se ne è parlato a Torino presso l’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino, nel corso dell'incontro “La radioterapia guidata dalle immagini - IGRT”. (Relatore il professor Umberto Ricardi, Direttore della Radioterapia universitaria dell'ospedale Molinette di Torino).
L’evoluzione tecnica della radioterapia
ha consentito notevoli progressi in termini di precisione balistica del
trattamento stesso. Infatti è oggi possibile eseguire irradiazioni ad alto
gradiente di dose in termini di copertura del volume neoplastico e risparmio
dei tessuti sani circostanti.
Tradizionalmente, il volume irradiato
comprende il volume tumorale macroscopico e l’area a rischio di diffusione
microscopica: per assicurare una adeguata copertura dosimetrica. Tale volume
viene ulteriormente espanso con l’aggiunta di un margine per compensare gli
errori di set-up giornaliero relativi al posizionamento del paziente ed ai
movimenti d’organo (respirazione e processi fisiologici). Tale margine
rappresenta, in maniera più o meno empirica, il bilancio ritenuto ottimale tra
la necessità di colpire tutto il volume neoplastico ad ogni seduta di
radioterapia e la necessità di ridurre comunque al minimo il volume di tessuto
sano irradiato.
La recente
integrazione dei processi di trattamento radioterapico con tecniche di
acquisizione di immagini rende possibile la visualizzazione
dell’anatomia del paziente immediatamente prima di somministrare ogni singola
frazione di dose, ottenendo quindi in tempo reale una precisa localizzazione
del volume bersaglio e dei suoi rapporti con gli organi critici. Questa
modalità terapeutica, definita come “Radioterapia Guidata dalle Immagini” (Image-Guided Radiation Therapy: IGRT), ha quindi il potenziale di
assicurare che, per ciascuna frazione erogata, la posizione del target sia
esattamente la stessa di quanto previsto nella pianificazione del trattamento.
Nel capitolo della IGRT sono comprese soluzioni tecniche differenti,
rappresentate da acceleratori lineari dedicati con particolari opzioni tecniche
per la visualizzazione del bersaglio neoplastico direttamente nel bunker di
trattamento (tubi radiologici, ecotomografi, TC cone-beam a kilovoltaggio o
megavoltaggio).
Indipendentemente dalla soluzione tecnica
utilizzata, scopo della IGRT è quello di fotografare l’anatomia della lesione
neoplastica e degli organi critici prima di ogni singola seduta di
radioterapia, al fine di procedere “on-line” ad una eventuale correzione di
situazioni non ottimali (intervento correttivo di ri-centratura). Grazie a tali verifiche, possono essere significativamente
ridotti i tessuti sani inclusi nel volume di irradiazione e possono essere
condotti con sufficiente sicurezza di precisione irradiazioni ad alto gradiente
di dose.
La conoscenza in tempo reale dell’anatomia della regione trattata
durante la somministrazione dell’irradiazione rende anche possibili interventi
“adattativi” nel corso del trattamento, in relazione al riscontro giornaliero
di eventuali modificazioni della lesione neoplastica quali conseguenza di
risposta al trattamento (Radioterapia Adattativa o Image Guided Adaptive
RadioTherapy: IGART).
Nel corso della seduta scientifica dell’Accademia di Medicina verrà
quindi fatto il punto sull’attuale stato dell’arte di questa complessa
metodica, che rappresenta attualmente l’eccellenza della ricerca clinica in
campo oncologico radioterapico, in occasione della implementazione di due nuovi
acceleratori dedicati per IGRT prevista presso la Radioterapia dell’Azienda
Ospedaliero-Universitaria San Giovanni Battista – Molinette di Torino.










