L’Assessore regionale alle politiche sociali, Stefano Valdegamberi, ha incontrato a Palazzo Balbi, sede della Giunta veneta, i responsabili del progetto “Safe Night”, coordinamento dei progetti unità mobili della Regione Veneto che, da anni, fa prevenzione antialcol nei luoghi di divertimento giovanile con l’utilizzo di camper attrezzati con l’etilometro e il picometro (per misurare il tasso di monossido di carbonio nel sangue di chi fuma). Il coordinamento è costituito dalla cooperativa sociale “Il gabbiano” di Vicenza, dalle Aziende Ulss n.1 di Belluno, n.10 di San Donà di Piave, n.22 di Bussolengo, dalla cooperativa sociale Energie Sociali dell’Azienda Ulss n.21 di Legnago.
L’esperienza è unica in Italia e ha dato il via a un modello di lavoro con migliaia di test alcolimetrici; sono utilizzati camper con operatori e macchinari sofisticati nei luoghi del divertimento giovanile e del consumo di alcol, con particolare attenzione a intervenire nella sicurezza stradale. Il progetto, iniziato nel 2000, vede coinvolti gli ambiti di Belluno, Feltre, Bassano, Thiene, Schio, Arzignano, Vicenza, Treviso, San Donà di Piave, Legnago, Bussolengo, in accordo con la Conferenza dei Sindaci dei territori interessati. Gli obiettivi del progetto puntano alla messa in rete dei progetti locali e al consolidamento del coordinamento ‘unità mobili’, al potenziamento degli strumenti di aggancio dei giovani (per far loro affrontare il proprio rapporto con le sostanze), all’implementazione e aggiornamento di un sito web comune, a un data base con raccolta in tempo reale dei dati sugli interventi nei territori, con particolare riguardo al monitoraggio delle abitudini notturne dei giovani, del consumo di sostanze, del nomadismo e dei percorsi del consumo; utilizzata anche una ‘go card’ consegnata ai giovani che permette di registrare i dati relativi alle prove alcolimetriche effettuate. “Si tratta di un progetto importante – spiega Valdegamberi - che va continuato perché si pone in coerenza con il Piano Dipendenze della Regione che ha come obiettivo la realizzazione di interventi efficaci e coordinati, evitando la dispersione delle risorse e utilizzando in modo oculato mezzi e operatori. In questi anni il progetto si è affermato come esperienza pilota di valore internazionale; siamo inseriti anche nel progetto europeo interreg”.
L’Assessore ricorda che il piano d’interventi regionali 2009/2010 per la lotta alle dipendenze ha messo a disposizione un budget di 3.150.000 di euro di cui 2.200.000 ripartiti tra le Aziende Ullss del Veneto e 950 mila euro assegnati all’Azienda Ulss n.16 di Padova per progetti innovativi di interesse regionale. Secondo i dati del sistema regionale delle dipendenze sono state circa 28 mila le persone prese in carico dai servizi (dati 2007) di cui 13.442 nelle unità operative tossicodipendenti, 1834 nella comunità terapeutiche, 12.551 nelle unità operative alcol dipendenti. Anche nel Veneto c’è una forte crescita delle sostanze con rituali sociali sempre più tollerati e “normalizzati” nei vari contesti dello sport, della scuola, del lavoro. “E’ indubbio, tuttavia – conclude Valdegamberi - che la programmazione regionale punta non solo alla cura, ma anche e soprattutto a dare messaggi di cultura, di responsabilità e di educazione ai giovani per cercare di invertire e prevenire il trend di questo tragico fenomeno”.