Seconda giornata del 110° Congresso Nazionale della Società di Medicina Interna, in svolgimento da ieri fino a martedì 27 ottobre a Roma, oggi si parla si Asma Bronchiale, una patologia cronica considerata malattia sociale e problema globale.
La notizia è che tutti gli studi scientifici danno ormai per certo che l’asma bronchiale in Italia è raddoppiata passando dal 4/5 per cento al 10/11 per cento della popolazione.
Due studi in particolare confermano questa tendenza esaminando due gruppi di soggetti completamente diversi tra di loro: un ampio gruppo di bambini e la squadra olimpica italiana. Lo studio ISAAC (International Study of Asthma and Allergies in Childhood) ha analizzato un gruppo di bambini per circa cinque anni dimostrando come la prevalenza dell’asma sia passata dal 6 per cento al 12/13 per cento.
I dati che colpiscono di più l’immaginazione sono certamente quelli relativi allo studio compiuto sui 1500 atleti olimpici che hanno partecipato alle ultime due edizioni delle olimpiadi Sidney 2004 e Pechino 2008. Bene, secondo gli esperti, questi soggetti, che tutti ci immaginiamo come l’emblema della salute, oltre a raddoppiare il fattore asma bronchiale (dal 8% al 15%) hanno subito un aumento di patologie allergiche dal 15% al 28%. Tuttavia, continuano gli esperti, questa malattia, se seguita con pazienza, non pregiudica affatto la carriera sportiva di una atleta di alto livello, si pensi solo all’esempio della nuotatrice italiana Federica Pellegrini ed ai traguardi che sta raggiungendo convivendo con l’asma.
Ma quali sono le vere cause di questo aumento esponenziale dell’asma? “Non c’è una sola causa –spiega il Professor Sergio Bonini, Ordinario di medicina interna alla II Università di Napoli – ma un insieme di stili di vita a cui e collegata una decisa e continua diminuzione delle malattie infettive. Il sistema immunitario ha due meccanismi di difesa che noi chiamiamo TH1 che difende dalle infezioni e TH2 che coordina la risposta allergica. In pratica la nostra minor necessità di difenderci da batteri ed infezioni ha portato il sistema immunitario ad uno squilibrio tra TH1 e TH2 con il risultato di concentrarsi spesso su sostanze innocue dando forti reazioni allergiche e asma. In questo campo pensiamo che il futuro della medicina sia quello di creare farmaci che possano riequilibrare il nostro sistema immunitario.”
Asma bronchiale un riscontro di ceto sociale: alcuni dati raccolti dai medici evidenziano come nella possibilità di contrarre l’asma giochi un ruolo anche lo stato sociale. I figli di persone laureate hanno prevalenza di asma più alta rispetto a quelli con livelli di istruzione più basso. I figli di famiglie con un solo figlio hanno in genere una maggiore probabilità (fino al due volte) di sviluppare asma bronchiale rispetto a famiglie che hanno due o più figli. Il primogenito ha sempre una maggiore probabili di sviluppare asma rispetto ai fratelli minori. Riprendendo il discorso del Professor Bonini sono in sintesi le condizioni e la qualità di vita più alta a determinare una maggiore protezione dalle malattie infettive ed un maggior mentre al contrario famiglie meno abbienti e con più figli hanno più probabilità di trasmettersi infezioni e questo paradossalmente costituisce uno scudo contro l’asma bronchiale.
Asma ed inquinamento: A Londra 60 persone sono state arruolate per svolgere attività fisica lungo la trafficata Oxford Street e in Hyde Park Corner, i risultati di questo esperimento hanno dimostrato come ci sia una correlazione diretta tra inquinamento ed attacchi d’asma. Si è visto infatti molto chiaramente come gli “sportivi” immersi nello smog abbiamo accusato i fumi di scarico molto più di quelli che hanno fatto sport nel pur vicinissimo, ma verde, Hyde Park. “L’inquinamento ha sicuramente un effetto sullo scatenare i sintomi ma non giustifica l’aumento di patologia – conclude Bonini – Ne è una dimostrazione la comparazione con tra i dati di oggi e quelli raccolti in Germania Est e Ovest prima del 1989. Si notato infatti in maniera marcata come nell’area dell’ex Germania Est al calare dei fattori inquinanti, prima altissimi, non solo non abbia coinciso una rapida discesa delle malattie respiratorie e dell’asma, ma anzi come queste siano oggi aumentate in modo considerevole”.

