Il virus dell’influenza A/H1N1 può sviluppare nei pazienti una grave insufficienza polmonare. In molti ospedali italiani è presente il sistema decap®, comunemente impiegato per le insufficienze respiratorie, che può trovare valido impiego nel trattamento delle complicanze da influenza A/H1N1. Il sistema decap® è una metodica mininvasiva, tutta italiana, che consente la rimozione extracorporea dell’anidride carbonica con una tecnica di facile gestione, la cui efficacia è conclamata e che può facilmente essere resa trasportabile. IL SISTEMA DECAP – CHE COS’E’ Il decap® è un semplice sistema veno-venoso, a basso flusso ematico, che, grazie alla presenza di un ossigenatore e di un emofiltro consente la rimozione extracorporea di circa il 35% di anidride carbonica (CO2), senza rischi per il paziente. Il prelievo e la re infusione del sangue trattato avvengono tramite un unico catetere a doppio lume inserito nella vena femorale o giugulare; ne consegue una minore invasività rispetto al by-pass artero-venoso. Tale procedimento, nei pazienti con insufficienza respiratoria acuta, consente di ridurre l’ipercapnia (eccesso di anidride carbonica nel sangue), permettendo nel contempo la protezione del polmone mediante la riduzione della pressione di ventilazione. “Il sistema rappresenta la semplificazione di una metodica, già collaudata per le insufficienze respiratorie, che si chiama ECMO (Extra Corporeal Membrane Oxygenation)” – afferma il Prof. Lorini, Direttore USC Anestesia e Rianimazione II Ospedali riuniti di Bergamo. Rispetto all’ECMO il decap® è un sistema veno-venoso a basso flusso che necessita solo di un catetere a doppio lume, è mininvasivo e privo di effetti collaterali. “Il paziente, una volta avviata la decapneizzazione, può essere ventilato a regimi pressori più bassi e quindi meno traumatici” – conclude il Prof. Lorini. “Il sistema decap® – osserva il Prof. Ranieri, Direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione - A.O. San Giovanni Battista di Torino "Le Molinette", rappresenta la soluzione tecnologica che ‘sdogana’ la tecnica del supporto extracorporeo. L'ECMO, infatti, è una tecnica di grande potenzialità clinica ma fino ad oggi relegata a pazienti gravissimi ed a centri superspecializzati. Oggi con il decap® tutti i centri con esperienza nell'emofiltrazione renale possono usare per tutti i loro pazienti il supporto extracorporeo respiratorio e così aumentare l'efficacia del trattamento rianimatorio”. QUANDO SI USA Il decap® è utilizzato in tutti quei casi in cui l’accumulo di CO2 risulta eccessivo. “Il sistema rappresenta un valido supporto extracorporeo per l’Insufficienza Respiratoria Acuta (ARDS – Acute Respiratory Distress Syndrome). Casi clinici dimostrano l’efficacia del trattamento su tali pazienti” – sostiene il Dott. Pelella, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva del Dipartimento Emergenze ed Urgenze Infettivologiche, Azienda Ospedaliera Cotugno di Napoli. La metodica è inoltre applicata nel trattamento delle broncopatie croniche ostruttive (BPCO), nei casi di Insufficienza Multiorgano (MODS - Multiple Organe Distress Syndrome), nel Bridge al Trapianto polmonare. “La rimozione extracorporea di CO2 ottenuta con la tecnica decap® – conclude il Dott. Pelella – viene utilizzata da anni presso il nostro reparto e potrebbe diventare la prima scelta nella terapia e nello svezzamento dei pazienti con insufficienza respiratoria acuta, ricoverati in terapia intensiva”. IL DECAP E LA TERAPIA DI SUPPORTO NELLE PATOLOGIE MULTIORGANO (MOST) Nelle persone affette da malattie croniche la nuova influenza può innescare una serie di complicazioni. Per l’assistenza di queste situazioni critiche, al San Bortolo di Vicenza, il Direttore del Dipartimento di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale, Prof. Claudio Ronco, insieme al suo team e con la collaborazione del Dott. Pasquale Piccinni, Primario del Reparto di Anestesia e Rianimazione, ha ideato un metodo di cura che si chiama “Most” - Multiply organ support therapy, la terapia di supporto nelle patologie multi-organo: una “dialisi” con più filtri, in grado di depurare il sangue dalle scorie o dagli elementi che stressano non soltanto i reni, ma anche il cuore, i polmoni e il fegato. Il "Vicenza Model", modello organizzativo di eccellenza per l'assistenza dei pazienti che soffrono della sindrome cardio-renale e di insufficienza multiorgano, è conosciuto in tutto il mondo. “Ci sono - spiega il Prof. Ronco - persone che non sanno di essere immunodepresse, o che sono indebolite da malattie. Il virus può diventare mortale. Allora il malato ricoverato in rianimazione viene messo in circolazione extracorporea, per cui facciamo riposare polmoni e fegato fino a che passa la fase critica. Quindi, con un sistema che si chiama decap® rimuoviamo l’anidride carbonica che si trova nel sangue. A questo punto il paziente può essere ventilato in modo non invasivo senza intubarlo”. IN SINTESI: I VANTAGGI DEL SISTEMA DECAP










