Cinque persone ogni 10 mila abitanti in Italia sono
affette da una qualche malattia rara.
Grazie al lavoro del Centro Nazionale Malattie Rare oggi sono stati fotografati in Italia 70 mila casi. Tante infatti sono le segnalazioni pervenute dalle Regioni al Registro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, illustrate nel corso del Convegno “Rete nazionale Malattie rare: il Registro Nazionale e i Registri Regionali”.
“E’ la prima volta che si possono fornire dei dati
ufficiali e accertati riguardo una stima delle Malattie Rare
nel nostro Paese – afferma Enrico Garaci, Presidente dell’ISS – Pur
essendo consapevoli che si tratta di una cifra sicuramente sottostimata, poiché
non tutte le Regioni hanno ancora inviato i loro dati al nostro Centro si
tratta, nel contesto delle Malattie Rare, di acquisizioni importanti e significative che
testimoniano comunque una buona copertura territoriale visto che il 62% della
popolazione residente in Italia risulta coperta dal Registro Nazionale.
Non sono poche 400 patologie censite e 70.000 schede
valutate – osserva il Presidente - sono cifre uniche nel panorama
internazionale.
Stiamo inoltre lavorando per un aggiormento a breve con
i dati delle sette regioni che mancano ancora all’appello del nostro Registro -
aggiunge Garaci – ma quello di oggi è un risultato importante ottenuto grazie al
nostro Centro Nazionale Malattie Rare che, con l’ausilio di un software
sofisticatissimo, attraverso i corsi di formazione rivolti agli operatori sanitari locali, e
soprattutto con l’instancabile lavoro dei Registri Regionali, ha fornito un
quadro complessivo di questo fenomeno poiché la copertura del 62% del territorio, in un quadro
epidemiologico così complesso, appare comunque significativa per disegnare i tratti
fondamentali dell’universo delle malattie rare”.
Tra i problemi chiave di questi pazienti che vengono identificati da questi dati c’è sicuramente quello della migrazione sanitaria, particolarmente significativo per questi malati. “E’ molto frequente il caso in cui la Regione in cui viene fatta la diagnosi di malattia rara sia diversa da quella di residenza del paziente e quindi da quella che lo prende in carico a diagnosi avvenuta - spiega Domenica Taruscio, Direttore del Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS – Ciò significa che nel 20% dei casi per ottenere una diagnosi bisogna andare fuori dalla propria regione e che questi “viaggi” aumentano al crescere dell’età dei pazienti stessi. Il Registro contiene inoltre molte informazioni sul percorso sanitario dei malati e per questo, infatti, è un forte indicatore dei loro bisogni – aggiunge la Taruscio – La sua lettura ci può fornire senz’altro una chiave interpretativa per capire quale possa essere per loro un’assistenza sanitaria adeguata”.
Il Registro Italiano Malattie Rare è oggi uno
strumento epidemiologico con elevate potenzialità informative e unico nel
panorama internazionale. “Abbiamo raccolto informazioni su 435 patologie
definite rare presenti Italia – spiega la Taruscio – nessun Paese ha questa
ricchezza di informazioni riguardo queste malattie poiché si tratta di una sorveglianza che
riguarda contemporaneamente numerose e diverse patologie dalla SLA alla sindrome
di Prader Willi. Un lavoro paziente e complesso, di raccordo e armonizzazione
di realtà eterogenee e a volte distanti tra loro, difficili
da riunire sotto un unico cappello. E’ per questo che i risultati di questi
sforzi che oggi presentiamo e che sono stati resi possibili soprattutto dalle
Regioni che hanno collaborato sono così significativi e riescono ad essere
rappresentativi di questa realtà così difficile da organizzare in modo
sistematico come richiedono le regole della sorveglianza epidemiologica”.
Il problema “diagnosi”
Secondo
i dati del registro, inoltre, se per il 58,8% del campione l’intervallo di
tempo tra i primi sintomi e il momento della diagnosi è stato pari a meno di un
anno, per il 18,4% è passato tra uno e 5 anni e per il 22,8% ci sono voluti più
di 5 anni per ottenere una diagnosi. Un’incertezza, questa, che di sicuro va a
scapito della qualità di vita, lasciando progredire la malattia per troppo
tempo. In media possiamo dire che la diagnosi avviene a 30 anni per il 45% dei maschi
e per il 55% delle donne.
La mappa delle malattie
In
totale sono state segnalate 435 diverse malattie rare, di cui le più frequenti
sono rappresentate dai difetti ereditari della coagulazione (poco più di 6 mila
casi, pari al 9% delle segnalazioni), seguite dalle connettiviti
indifferenziate (poco più di 4 mila casi, ovvero il 6,6%), dalle anemia
ereditarie (poco meno di 3 mila casi, il 4%) e dalla sclerosi laterale
amiotrofica (2.392 casi, pari al 3,6% del totale). Ancora a seguire: le
neurofibromatosi (2.036 casi, il 3,1%), le alterazioni congenite del
metabolismo del ferro (2.008 casi, il 3%) e una malattia dell’occhio chiamata
cheratocono (1.662 casi, il 2,5%).
Tra
i bambini i gruppi di malattie rare più diffusi sono: le malformazioni
congenite (27%), le malattie del sangue e degli organi ematopoietici (22%) e le
malattie delle ghiandole endocrine, della nutrizione, del metabolismo e i
disturbi immunitari (22%).
Il
Centro Nazionale Malattie Rare, la missione e le attività
Due Registri Nazionali, un Telefono Verde, vari progetti
europei, attività
di ricerca, monitoraggio e consulenza. Ecco il lavoro svolto dal CNMR.
Il
Centro Nazionale
Malattie Rare dell’ISS fa parte della Rete Nazionale Malattie
Rare e svolge attività sia di ricerca scientifica che di sanità pubblica a
livello nazionale e internazionale. Coordina il Registro Nazionale delle Malattie Rare al fine di
contare il numero dei casi presenti sul territorio, produrre evidenze
epidemiologiche a supporto e aggiornamento dei LEA, nonché delle politiche e
della programmazione nazionale, il Registro Nazionale dei Farmaci Orfani che
effettua il monitoraggio sui farmaci destinati alla cura delle malattie rare
rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale.
Attraverso il Numero Verde 800.89.69.49, attivo dal lunedì al
venerdì dalle 9 alle 13, fornisce informazioni sulle malattie rare e i presidi e centri della rete nazionale per la loro
diagnosi e cura. Svolge attività di controllo esterno di qualità dei test genetici, grazie
alla collaborazione di oltre 80 laboratori presenti sul territorio nazionale e coordina il Network
Italiano Promozione Acido Folico al
fine di prevenire, prima della gravidanza, i difetti del tubo neurale.
Collabora con le associazioni dei pazienti, coordina vari progetti europei, il piu’ significativo dei quali
è EUROPLAN,
a cui partecipano 30 Paesi per la stesura di raccomandazioni europee per la
elaborazione di strategie e piani nazionali per le malattie rare.



