Il Mese della Nutrizione Infantile è una iniziativa che per tutto il mese di ottobre promuoverà la corretta informazione sulla nutrizione dei bambini da 0 a 3 anni attraverso eventi, incontri e attività organizzati in tutta Italia, che avranno come protagonisti mamme, pediatri ed esperti in nutrizione.
Da sempre attenta a tutte le problematiche legate alla salute infantile, anche quest’anno – dopo il successo della passata edizione - l’azienda Mellin ha scelto di promuovere il dibattito sul tema della nutrizione infantile. Il presupposto di base è che l’alimentazione, nei primi mesi di vita ha un ruolo fondamentale perché getta le basi per la salute del futuro adulto.
“È stato dimostrato come le scelte alimentari nei primi mesi di vita sono fondamentali per porre le basi della salute del futuro adulto – spiega Giuseppe Mele, Presidente della FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) -. Esiste per esempio una correlazione fra il peso alla nascita e nei primi mesi di vita e le malattie croniche degenerative dell’adulto. La nutrizione nei primi tre anni di vita ha un impatto cruciale sulla salute nelle età successive e, in particolare, sul rischio di malattie cardiovascolari, obesità e sullo sviluppo della funzione cognitiva”.
Il
Mese della Nutrizione Infantile 2009 approfondirà, in modo particolare, il tema
dell’alimentazione lattea e quello della colazione con l’obiettivo di informare
i genitori sulle caratteristiche peculiari dell’alimentazione infantile e sulla
sua importanza nel determinare la salute del futuro adulto.
“L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce
l'allattamento al seno esclusivo,
l'alimentazione ideale nei primi sei mesi di vita - spiega Silvia Scaglioni, Clinica Pediatrica
Ospedale San Paolo, Università degli Studi di Milano -; e consiglia
di proseguirlo fino all'anno di vita, opportunamente complementato dagli
alimenti introdotti con il divezzamento. Il latte materno ha infatti tre tipi
di vantaggi: dal punto di vista
nutrizionale contiene nutrienti quantitativamente e qualitativamente
ottimali per soddisfare, come unico alimento, i fabbisogni del bambino nei
primi 5/6 mesi di vita, favorendone la crescita secondo una curva di crescita
ideale; ha effetti protettivi, in
quanto mediante il latte materno il bambino presenta migliori
difese nei confronti delle infezioni da virus e batteri, delle allergie
e di alcune malattie da alterata risposta immune come diabete giovanile, morbo
di Chron, retto colite ulcerosa. Infine, dal punto di vista psicologico, mediante l’allattamento si realizza più
facilmente il rapporto madre neonato”.
I pediatri concordano invece nello sconsigliare l’utilizzo del latte vaccino nei primi 12 mesi di vita: “Il latte vaccino non è adatto ai fabbisogni nutrizionali di un bambino di pochi mesi – prosegue la Scaglioni -. È nutrizionalmente squilibrato per quelli che sono i bisogni di un lattante: troppe proteine, non adeguata qualità dei lipidi, mancanza di acidi grassi essenziali, poco ferro biodisponibile e poche vitamine, specie la E, la D, la A e la C. La sua introduzione precoce favorisce alcune importanti anomalie: per esempio l'anemia da carenza di ferro, responsabile di danni gravi e potenzialmente irreversibili a carico dello sviluppo psico-intellettivo del bambino; inoltre, l'elevata presenza di calcio e fosforo inibisce ulteriormente l'assorbimento di ferro”.
Sì
dunque al latte materno almeno fino al 6° mese e oltre, no all’introduzione
precoce del latte vaccino. E per quanto riguarda la prima colazione?
“L’abitudine alla prima colazione è uno degli
elementi portanti di uno schema dietetico equilibrato – spiega Andrea Poli, Direttore Scientifico di
Nutrition foundation of Italy -. Essa
deve in primo luogo sopperire all’esigenza dell’organismo di fare fronte alle
richieste energetiche dopo il digiuno notturno: ma è essenziale, nella nostra
società in cui il sovrappeso è così frequente, anche per la sua capacità di
controllare il senso di fame e di sazietà nel corso della giornata, e per il
suo effetto favorevole nella prevenzione di numerose malattie degenerative
dell’età adulta ed avanzata (come l’obesità, le malattie cardiovascolari, il
diabete). Proprio per questo è importante abituare il bambino fin dai primi
mesi di vita a una colazione sana e varia in cui non possono mancare il latte,
i carboidrati e la frutta”.
Varietà, regolarità, completezza ed
equilibrio possono essere
considerate “regole d’oro” per impostare buone abitudini alimentari, ma non
bisogna dimenticare anche la piacevolezza e il contesto in cui i bambini
apprendono tali abitudini.
“I bambini tendono ad avere
comportamenti fortemente imitativi
– spiega Raffaella Conconi, psicologa e
psicoterapeuta –. Soprattutto nei
primi anni i genitori o gli adulti che si occupano del loro accudimento, sono i
modelli dai quali apprendono comportamenti, modelli di pensiero e abitudini.
Bisogna inoltre tenere presente che il cibo comporta anche valenze affettive ed
emotive e che il bambino possiede una propria facoltà di giudizio. In virtù di
questi due fattori il bambino saprà differenziare un’esperienza piacevole da
una non piacevole. E’ l’adulto perciò che si dovrà fare garante del ‘gusto’ di
questi momenti, che garantiranno così comportamenti alimentari adeguati”.










