Alti tassi di copertura vaccinale, reale capacità di prevenire le patologie, estensione del diritto alla prevenzione per un numero più alto di donne possibile. Il tutto unito all’impiego del vaccino più completo in grado di proteggere le donne dalle malattie genitali correlate al Papillomavirus umano. Questa in sintesi la formula vincente che il prof. Joseph Monsonego, Direttore dell’Institute of Cervix di Parigi ha espresso durante la lettura magistrale ‘Vaccinazione HPV in Europa: presente e futuro’ che si è tenuta questa mattina nell’ambito dell’85esimo congresso della Società italiana di ginecologia (SIGO) in corso a Bari fino a domani. “Come ginecologo e presidente di una fondazione che si è prefissa l’obiettivo di sferrare una lotta serrata al cancro del collo dell’utero – spiega Monsonego, presidente della Fondazione internazionale ‘Women against cervical cancer (WACC) – ritengo che sia necessario proteggere le donne nella maniera più completa possibile. A supportare questa mia affermazione ci sono i dati scientifici che continuano a confermarci come il vaccino quadrivalente anti HPV sia in grado di prevenire realmente le patologie ottenendo dei benefici precoci e tangibili per la salute delle donne”. L’Agenzia regolatoria europea (EMEA) ha recentemente confermato i dati di efficacia del vaccino quadrivalente nelle donne adulte fino ai 45 anni. Risultati di efficacia che si sommano a quelli già noti sulla protezione a lungo termine, la protezione crociata verso altri 10 tipi di HPV e la sicurezza del vaccino.“Relativamente all’efficacia per le 45enni - prosegue il professore che dall’anno scorso è anche presidente dell’EUROGIN - questo dato fornisce a noi ginecologi un’opportunità in più per proteggere la salute delle nostre pazienti”. “Un esempio concreto – aggiunge - ci arriva dall’Australia dove in un solo anno di campagna di vaccinazione con Gardasil®, si è raggiunto un tasso di copertura che oscilla tra il 75 e l’83 per cento. Per la prima volta si è osservata una riduzione concreta di una patologia HPV correlata. In un solo anno di campagna vaccinale, infatti, i casi di condilomi (verruche) genitali sono diminuiti di circa il 50 per cento. Un nuovo dato particolarmente importante poichè ci mostra come il vaccino quadrivalente sia in grado di proteggere realmente la salute delle donne”conclude Monsonego. Oltre al cancro del collo dell’utero, patologia che ogni anno colpisce 3.500 donne in Italia e ne causa la morte di quasi la metà, esistono altre patologie causate dall’HPV la cui incidenza, mortalità e costi di cura hanno un impatto rilevante sia in termini economici sia sul benessere psico-fisico delle donne. Prendendo ad esempio i condilomi genitali, patologia HPV correlata, i dati dimostrano quanto siano diffusi in Italia. Basti pensare che nella sola popolazione femminile con età compresa tra i 14 e i 64 anni l’incidenza delle verruche genitali sia di 4,3 casi ogni 1000 donne. Il dato emerge da uno studio italiano condotto da un team di ginecologi su un campione di 98.605 donne da cui è emerso che in Italia la prevalenza di condilomi sia di 120 mila casi ogni anno. “I condilomi genitali sono una delle conseguenze cliniche dell’infezione con i Papillomavirus umani. In particolare i tipi di HPV 6 e 11 sono responsabili di circa il 90% dei casi in tutti il mondo. Questa patologia – spiega il prof Giorgio Vittori, autore dello studio e presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (SIGO) - ha un notevole impatto sulla popolazione italiana femminile sia dal punto di vista fisico che in termini di stress emotivo. Per questa ragione, la SIGO, insieme all’Istituto Superiore di Sanità sta portando avanti un’ulteriore ricerca prospettica con l’obiettivo di valutare accuratamente l’impatto dei condilomi genitali nella popolazione femminile italiana”. Ma al di là della diffusione di questa patologia va sottolineato l’impatto economico dei condilomi genitali. Un team di medici tra ginecologi, dermatologi e specialisti in malattie sessualmente trasmesse, ha preso in esame donne e uomini con un’età compresa tra i 14 e i 64 anni con l’obiettivo di stimare i costi legati al trattamento di questa patologia. Il costo annuale medio di un caso di condilomatosi genitale si attesta intorno ai 325 euro per gli uomini e 464 euro per le donne. “Questo studio – prosegue Vittori, coautore anche di questa analisi economica – oltre ad evidenziare l’elevato impatto economico rappresentato dai condilomi genitali dimostra anche come il trattamento di questa patologia sia associato a numerose visite dal medico e a dolorosi interventi di cura spesso non risolutivi al primo trattamento”. Gardasil® è stato insignito del premio Galeno 2009 come miglior farmaco biotecnologico.










