Voglia di vacanze e di sole, ma attenzione alle scottature! Che possono interessare non solo la nostra pelle, ma anche quella dei nostri amici a quattro zampe, fidi compagni di vacanze. Anche per loro è opportuna un’adeguata protezione solare che può essere assicurata oggi da due nuovi prodotti (lozione spray e crema dermatologica) realizzati da Bayer. «Si tratta di due formulazioni appositamente studiate e testate per gli animali: la lozione spray ha un effetto barriera sui raggi solari, in quanto contiene filtri UV-B, ma ha anche un effetto idratante, in particolare sul mantello, riducendo così la disidratazione e la fragilità del pelo» puntualizza la dottoressa Cristina Gallo, Product Manager del Settore Animali da Compagnia di Bayer Animal Health. «La crema, che contiene biossido di titanio, ha un effetto barriera più intenso sulla cute contro le radiazioni aggressive (UV-A e UV-B). Tale protezione è particolarmente indicata per gli animali che hanno zone senza o con poco pelo, più soggetti a scottature. L’utilizzo di questi prodotti non deve comunque incoraggiare la prolungata permanenza al sole che dovrebbe sempre avvenire nelle ore meno calde della giornata». L’idea di sviluppare una linea di prodotti solari per animali non è certo casuale.
«Abbiamo infatti riscontrato una richiesta, da parte dei veterinari, di prevenire quelle patologie, causate da eccessiva esposizione solare, che possono interessare il mantello e la cute degli animali, e provocare arrossamenti, scottature e persino tumori alla pelle, non dissimili da quelli umani» conferma il dottor Angelo Sagrada, responsabile del Settore Animali da Compagnia di Bayer Animal Health. «Il maggior coinvolgimento degli animali domestici nella nostra vita li porta a frequentare luoghi e vivere situazioni che normalmente non vivrebbero, esponendoli anche ai nostri stessi rischi, come l’eccessiva esposizione ai raggi solari, una problematica finora poco conosciuta e quindi spesso trascurata. Sul mercato mancavano prodotti specifici: il pH del cane (circa 7,5) è diverso da quello dell’uomo (5,5) e la sua cute è più sottile. Da qualche anno ci siamo attivati per mettere a punto una linea di prodotti che risponda a queste esigenze, prevenendo l’insorgenza di danni più o meno gravi alla salute dei nostri animali».
Spesso si riscontrano eritemi e dermatiti solari, che possono provocare dolore e irritazione, solo perché ci dimentichiamo che i nostri amici a quattro zampe potrebbero avere gli stessi nostri problemi, quando li esponiamo troppo al sole.
«L’eccessiva esposizione ai raggi solari, soprattutto alle radiazioni ultraviolette (UV-A e UV-B), può provocare negli animali domestici, in particolare in quelli a pelo corto e cute chiara, arrossamenti e lesioni cutanee del tutto simili a quelle umane» conferma la dottoressa Luisa Cornegliani, Medico Veterinario, diplomata ECVD (European College of Veterinary Dermatology). «Le zone più colpite sono quelle meno protette dal pelo, come la regione intorno al muso, le orecchie, le palpebre che potrebbero arrossarsi, ma anche subire modificazioni strutturali con la comparsa di vere e proprie dermatiti. Nei casi di prolungate esposizioni, si sono riscontrate anche lesioni più gravi, vere e proprie trasformazioni neoplastiche causate dalla penetrazione prolungata dei raggi ultravioletti, in particolare gli UV-B, che sono in grado di alterare la struttura del DNA cellulare. Non a caso sono riportati in letteratura numerosi casi di dermatite solare che possono degenerare nel tumore squamocellulare, soprattutto nei cani Dalmata e Bull Terrier e nei gatti bianchi a pelo raso. L’esposizione solare può provocare anche peggioramenti di molte malattie autoimmuni, come lupus cutaneo, dermatomiosite. Gli animali in terapia con particolari antibiotici devono evitare l’esposizione ai raggi solari che potrebbe indurre una violenta reazione dermatologica di foto-tossicità. La prolungata esposizione ai raggi UV-A e UV-B può alterare anche l’azione delle cellule di Langherhans, modificando la produzione di citochine e indebolendo il sistema immunitario: la conseguenza potrebbe essere una diminuita protezione verso agenti infettivi virali e l’aumentato rischio di comparsa dei tumori cutanei».