Solo il 16% delle donne pratica sport con continuità. Inoltre, cucinano saltuariamente orientandosi verso il ristorante o i piatti pre-cotti. A volte saltando i pasti, altre sostituendoli con gli integratori, considerati la pozione magica contro i loro comportamenti alimentari scorretti (ne fa uso un italiano su tre). Atteggiamenti che le espongono al rischio di incorrere in serie carenze nutrizionali, disturbi dell’alimentazione, sovrappeso e tumori. A partire da quelli alla mammella e all’endometrio, come conferma lo studio del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF) analizzato oggi nel corso della conferenza “BEN-ESSERE: donne e vita sana” organizzata da O.N.Da, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Aperta al pubblico – Ingresso Gratuito). La colpa di tutto questo è attribuibile alla mancanza di tempo, alla vita frenetica e allo stress cui le donne, che devono dividersi tra casa, lavoro e famiglia, sono sottoposte. Donne, quindi, attente alla salute dei propri cari, ma poco impegnate nel mettere in pratica le regole verso se stesse. Proprio loro, invece, che, durante tutte le fasi della vita come età fertile, gravidanza e menopausa, in cui cambia il quadro ormonale incidendo sulle funzioni organiche, hanno reale necessità di seguire uno stile di vita corretto.
“Alimentazione corretta e attività fisica costante – afferma Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da - sono i capisaldi del benessere di ognuno, in particolare delle donne, che, durante tutte le fasi della loro vita, sono soggette a modificazioni ormonali che incidono sulle funzioni organiche. Ma gli stili di vita frenetici hanno portato a dimenticarsene. Anzi, le donne spronano i propri cari e famigliari verso stili di vita sani ed equilibrati, ma spesso per vari motivi sono poi le prime a trascurarli verso se stesse”. E per questo corrono il rischio di malattie, anche le più temibili come il tumore alla mammella e all’endometrio.
“Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF)– afferma il prof. Franco Berrino, Capo Dipartimento Medicina Preventiva e Predittiva, Fondazione IRCCS Istituto Tumori di Milano - ha concluso un’opera ciclopica sul rapporto tra alimentazione, attività fisica e tumori. E di tutti i fattori che si sono dimostrati associati ad un maggior rischio di cancro, quello più solidamente dimostrato è il sovrappeso. Queste persone si ammalano di più di tumori della mammella, dell’endometrio, del rene, dell’esofago, dell’intestino, del pancreas e della cistifellea. La prima raccomandazione è, quindi, di mantenersi snelli per tutta la vita e di evitare i cibi ad alta densità calorica, cioè i cibi ricchi di grassi e di zuccheri, che più di ogni altro favoriscono l’obesità: in primo luogo quelli proposti nei fast food e le bevande zuccherate. La vita sedentaria, poi, è un’altra causa importante di obesità, ma è una causa di cancro anche indipendentemente dall’obesità: gli studi epidemiologici hanno evidenziato che le persone sedentarie si ammalano di più di cancro dell’intestino, della mammella, dell’endometrio, e forse anche del pancreas e del polmone”.
Ma non solo. “Con l’alimentazione– spiega il prof. Michele Carruba, Direttore del Centro di Studio e ricerca sull’obesità dell’Università di Milano –si assumono sostanze indispensabili per il metabolismo e le funzioni vitali. L’assunzione errata di alimenti, nella quantità o qualità, può essere uno dei fattori principali nella determinazione di stati patologici come l’ipertensione arteriosa, malattie dell’apparato cardiocircolatorio, sovrappeso e obesità, diabete tipo 2, osteoporosi, steatosi epatica (fegato grasso) e alcune forme di tumori. Ma anche di carenze vitaminiche come il ferro o il calcio se si hanno disturbi dell’alimentazione. Carenze tanto più gravi nelle donne in tutte le fasi della vita (età fertile, gravidanza, menopausa). Il consiglio per aggirare la mancanza di tempo in cucina può essere quello di optare per piatti semplici ed unici, veloci da preparare, ma ricchi di fibra alimentare e poveri di grassi come la pasta con i legumi condita con olio extravergine di oliva”.
Troppo spesso, invece, ci si indirizza verso gli integratori, utilizzati da un italiano su tre. “Gli integratori – chiarisce il prof. Rodolfo Tavana, Medico dello Sport, Università dell’Insubria (Varese) – non sono la panacea di tutti i mali. Sono prodotti effettivamente utili là dove l’alimentazione non è sufficiente come per il ferro nelle donne che si allenano o nell’età fertile oppure il calcio durante la menopausa. Troppo spesso, però, si pensa che siano l’elisir di bellezza, la pillola magica per dimagrire o rendere la pelle elastica. E, soprattutto, non sono sostitutivi di un pasto e devono essere associati ad una corretta alimentazione e attività fisica. E, infine, no al ‘fai da te’. E’ il medico che deve consigliarli e stabilire il dosaggio necessario in base allo stile di vita di una persona e allo sforzo fisico: le linee guida in questo ambito sono precise”.
Ma l’attività fisica fa anche sentire più belle e migliora i tipici disturbi femminili. “Svolgere attività fisica con continuità – afferma la dott.ssa Diana Bianchedi, Campionessa olimpica, Medico dello Sport, Direttore Isokinetic di Roma e Presidente Commissione Atleti del CONI –è un toccasana per tutti, in particolare per le donne, perchè riduce l’incidenza di alcuni tumori come quello al seno anche del 20%. Ed è indicata a tutte le età, perchè la prevenzione dell’osteoporosi inizia a 20 anni, perchè a 30 il nostro corpo si prepara ad eventi come la gravidanza e, poi, via via verso la prevenzione delle malattie cardiovascolari, dell’eccesso di peso, dei dolori alla colonna e alle ginocchia tipici delle donne. L’attività fisica e sportiva regalano alla donna una qualità di vita che solo 20 anni fa era impossibile immaginare”.
“Anche le aziende alimentari – puntualizza Roberto Ciati, External Scientific Relations Barilla G&R F.lli – devono affrontare il tema del benessere in modo integrato. Da una parte seguendo la loro mission di azienda che produce alimenti, dall’altra svolgendo iniziative di educazione verso una corretta alimentazione e attività fisica. Barilla lo fa attraverso la ricerca e l’organizzazione di eventi. Per esempio, abbiamo eseguito una ricerca sugli stili di vita degli italiani che ha messo in luce come chi sa di svolgere sport in una precisa giornata, non modifica il comportamento alimentare rispetto ad una giornata in cui non fa movimento. Sapere dove si sbaglia, aiuta a correggere questi comportamenti. E non solo dicendo ciò che è giusto fare, ma dando anche consigli pratici. Soprattutto indirizzati alle donne, ‘garanti’ della salute propria e della famiglia. Dal punto di vista dell’organizzazione di eventi, un esempio in cui Barilla si è contraddistinta è la promozione dell’educazione motoria nelle scuole con specialisti del Coni e dell’Isef”.