A un anno dall'emergenza carestia, la situazione è ancora molto grave in Niger dove oggi 1 bambino su 2 soffre di malnutrizione cronica e il 15% della popolazione infantile vive in condizioni di malnutrizione acuta.
Sono tassi riscontrabili in zone di guerra e collocano il Niger tra le più gravi emergenze umanitarie del mondo.
Se il periodo di stretta emergenza può dirsi superato, le prime piogge hanno infatti cominciato a cadere, la situazione del Paese rimane ancora grave perché persiste uno stato generalizzato di crisi alimentare. L'insicurezza alimentare è oggi dovuto infatti soprattutto ad una difficoltà di programmazione e di creazione di nuove scorte di cibo.
L'UNICEF, nominata agenzia Coordinatrice dell'ONU per la risposta all'emergenza nutrizionale, nel 2004 ha lanciato un appello ai propri donatori a sostegno dell'emergenza alimentare. Il risultato complessivo è stato positivo. Sono stati raccolti 23 milioni di dollari per l'emergenza che hanno reso possibile, oltre la risposta immediata all'emergenza, anche l'attivazione di strategie di lungo periodo volte ad affrontare le cause sociali che contribuiscono alla situazione di malnutrizione cronica.
Il punto di partenza per la realizzazione di queste attività è tuttavia di forte precarietà. Il Niger si trova infatti all'ultimo posto nell'indice di sviluppo umano, il 177°, un indicatore che tiene conto non solo della situazione al livello macro-economico, ma anche di fattori relativi alla qualità della vita quali la speranza di vita media, il tasso di istruzione, la redistribuzione pro-capite del reddito, per citare solo qualche indicatore.
Ebbene il Niger è al 3 posto al mondo per tasso di mortalità infantile sotto il quinto anno di età, solo la metà della popolazione ha accesso al sistema sanitario di base e solo la metà dei bambini ha accesso all'istruzione e il 61% della popolazione vive sotto il livello di povertà assoluta con meno di 1$ al giorno.










