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VACCINI, FARMINDUSTRIA: LIBERARE LE LICENZE NON SERVE

"Liberare le licenze e' qualcosa che non serve. In Italia, il settore farmaceutico piu' produttivo d'Europa, abbiamo anche i contoterzisti che sono anch'essi i primi produttori d'Europa. Se noi trovassimo il contoterzista adatto per poter produrre i vaccini non ci sarebbe la necessita' di dargli il brevetto, ma non e' cosi' facile: non tutte le aziende farmaceutiche dispongono dei bioreattori indispensabili per la produzione di vaccini".

Cosi' il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, intervenendo al convegno online "Vaccini. Sicurezza e trasparenza delle procedure - Comunicazione - Distribuzione - Contraffazione", promosso dal Gruppo The Skill, specializzato in crisis management, brand storytelling e comunicazione trasparente, e attivo anche nel settore Health & Pharma. All'iniziativa partecipano anche Antonio Bana (Partner Studio Legale Bana, tra i massimi esperti di proprieta' intellettuale), Andrea Morbelli (Direttore Public Affairs Open Gate) e Nicoletta Parisi (gia' Consigliere Anac, docente Universita' Cattolica del Sacro Cuore). Andrea Camaiora (Ceo The Skill) e Sergio Fontana (Presidente Confindustria Puglia). "L'industria farmaceutica- continua Scaccabarozzi- ha fatto qualcosa senza precedenti. 

Si e' verificata una grande corsa mondiale ed e' emersa la forza della cooperazione scientifica globale e la fortuna di avere la sequenza virale disponibile fin dal mese di febbraio grazie ai cinesi, con uno scambio di informazioni ai massimi livelli. Le autorita' regolatorie hanno messo in campo una procedura di 'rolling' per velocizzare il processo. Molte aziende hanno cercato di produrre vaccini gia' da maggio, ma se avessero aspettato l'autorizzazione per produrre i tempi sarebbero stati molto piu' lunghi. Molte aziende hanno fatto scouting in giro per il mondo per verificare chi fosse in grado di produrre i vaccini, ma non ci si puo' improvvisare produttori. Si puo' anche dire: dovremmo fare un milione e 600mila vaccini al giorno cosi' da vaccinare gran parte della popolazione nel giro di un mese. Ma bisogna considerare che se devi fare due dosi i tempi raddoppiano, e poi servono le siringhe, i somministratori, le strutture. E non dimentichiamo che ci sono anche le altre malattie. Perche' se facciamo solo vaccini non curiamo gli altri malati", conclude Scaccabarozzi. 

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