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TUMORE SENO, SCOPERTA 'FIRMA' MOLECOLARE PER PREVEDERNE ANDAMENTO

L'identificazione dei tumori della mammella a maggior potenziale di aggressivita', sin dalle fasi precoci di malattia, e' uno dei principali obiettivi della ricerca in campo oncologico, in quanto rappresenta la chiave di volta per la definizione di percorsi di cura specifici e personalizzati.

E questo e' stato il focus di uno studio condotto dall'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista internazionale Molecular Oncology. "Lo scopo principale del nostro studio e' stato quello di individuare una cosiddetta "firma molecolare" che ci consentisse di differenziare precocemente l'aggressivita' dei tumori della mammella di alto grado in modo da prevedere in anticipo e con maggior accuratezza il rischio di recidiva di malattia nelle pazienti sottoposte a chirurgia- afferma Massimo di Nicola, Responsabile della S.S. Immunoterapia clinica dei tumori e terapie innovative dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano- Allo stato attuale, il percorso terapeutico delle pazienti affette da questo tipo di tumore, in stadio iniziale, e' definito quasi esclusivamente sulla base delle caratteristiche della neoplasia, trascurando la valutazione del microambiente tumorale, che oggi sappiamo essere fondamentale nell'influenzare l'andamento clinico della malattia e la resistenza ai trattamenti disponibili.

Abbiamo voluto percio' comprendere se l'integrazione dei dati riguardanti il microambiente potesse migliorare le nostre capacita' di predire il comportamento biologico di questi tumori. Fortunatamente i dati emersi della nostra ricerca sono molto promettenti".  Lo studio rientra nell'ambito di un piu' ampio della durata di 3 anni e finanziato dall'Istituto milanese. I ricercatori INT erano inoltre gia' riusciti ad individuare altre due distinte "firme molecolari" che riflettono aspetti complementari del microambiente tumorale: la composizione della matrice extracellulare, ossia" l'impalcatura" del tessuto tumorale all'interno della quale sono allocate le cellule tumorali e quelle del microambiente, e la presenza e lo stato di attivazione delle cellule del sistema immunitario all'interno del tumore.

"Abbiamo cercato di sfruttare queste precedenti scoperte per creare un'unica "firma molecolare" che riflettesse nel modo piu' trasversale possibile le caratteristiche del microambiente. I nostri sforzi di ricerca hanno portato alla definizione di un nuovo classificatore molecolare denominato dECIF. Si tratta di un biomarcatore capace di identificare un sottogruppo di pazienti con tumore della mammella di alto grado, in stadio precoce e sottoposte a chirurgia, a maggior rischio di ripresa di malattia e quindi candidabili a un potenziamento del trattamento post-chirurgico previsto, al fine di ridurre al massimo tale rischio" continua Di Nicola.

 "Collateralmente abbiamo osservato che i tumori identificati come "dECIF positivi" posseggono delle caratteristiche che potrebbero predisporre alla resistenza ai moderni trattamenti di immunoterapia- sottolinea Giovanni Fuca', Oncologo ricercatore presso la S.S. Immunoterapia clinica dei tumori e terapie innovative di INT- Il nuovo biomarcatore identificato, quindi, potrebbe servire in futuro anche per identificare quali pazienti con tumore della mammella candidare ad immunoterapia e quali no". "Per ottimizzare l'utilizzo in clinica di questo nuovo biomarcatore, abbiamo lavorato sul raffinamento computazionale delle due "firme molecolari" precedentemente identificate, riducendo la complessita' ed ottimizzando l'affidabilita' e riproducibilita' del processo di analisi- spiega Mara Lecchi, Ricercatrice presso l'Unita' di Bioinformatica e Biostatistica del Dipartimento di Ricerca Applicata e Sviluppo Tecnologico di INT e prima autrice dell'articolo scientifico appena pubblicato- Lo studio non si e' limitato alla sola definizione del nuovo biomarcatore, ma ha anche cercato di rendere la metodica di analisi piu' semplice e di immediata applicazione, permettendo l'utilizzo di strumenti di facile accesso con un conseguente abbattimento dei costi".

"Questi risultati rappresentano un ulteriore avanzamento verso la possibilita' di integrare le metodiche tradizionali di diagnosi oncologica con strumenti biotecnologici avanzati ed innovativi in grado di permettere una maggiore personalizzazione del trattamento delle donne affette da tumore al seno di alto grado" afferma Elda Tagliabue, responsabile della S.S.D. Bersagli molecolari dell'INT e coautrice del lavoro. Il prossimo passo sara' quello di validare la firma molecolare individuata su una popolazione piu' ampia di pazienti in modo da poterla utilizzare nella pratica clinica, per personalizzare il percorso terapeutico e quindi valutare anche la sua capacita' di predire la risposta clinica a trattamenti immunoterapici. 

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