IT   EN

Ultimi tweet

TROPPA CONFUSIONE SULLA CANNABIS TERAPEUTICA. PAZIENTI A RISCHIO

«I risultati sull’efficacia e la sicurezza della cannabis a scopo terapeutico presentano grossi dubbi e non essendo un prodotto industriale non c’è una spinta economica. Quindi non si sviluppano studi clinici necessari per giungere a una conclusione; a ciò dovrebbero sopperire le Istituzioni».

Così Fausto Bartolini, direttore Dipartimento Assistenza Farmaceutica, Usl Umbria 2, Terni, e responsabile scientifico del convegno “Cannabis terapeutica e preparazioni galeniche”, promosso dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO) l’altro giorno a Spoleto. Un appuntamento nazionale giunto ormai alla seconda edizione, ospitato in questo mese di giugno dalla città di Spoleto, che ha visto la partecipazione dei maggiori esperti del territorio nazionale.

Bartolini fa un appello alle Istituzioni: «L’esigenza di approfondire gli studi c’è ma è manifestata solo dagli attori coinvolti, tra cui prescrittori, preparatori, pazienti. Quello che manca è l’interesse forte delle Istituzioni che dovrebbero spingere i vari passaggi per andare avanti». In merito all’approvvigionamento, il direttore spiega che «il Ministero della Salute si era impegnato ad assegnare dei fondi allo stabilimento militare farmaceutico assegnandogli, con decreto, il compito di produrre la cannabis, determinare una formulazione idonea e di preparare l’olio. Lo stabilimento ha iniziato a produrlo ma i fondi che erano stati assegnati non sono stati trasferiti allo stabilimento e, quindi, gli investimenti si sono bloccati. Auspichiamo che il nuovo assetto politico possa riprendere ad esaminare il percorso fin qui avviato».

Una delle patologie che potrebbe trarre maggiori benefici dall’uso della cannabis terapeutica è la sclerosi multipla. Il prof. Francesco Patti, coordinatore nazionale gruppo studio Sclerosi Multipla della Società Italiana di Neurologia (SIN), ha effettuato sulla malattia degli studi con l’unico farmaco attualmente in commercio a base di cannabinoidi: il Sativex* di Almirall, composto da THC (tetraidrocannabinolo) e CBD (cannabidiolo), che costituiscono circa il 70% della molecola e un altro 30% di terpeni.

«Il Sativex* è utilizzato per la spasticità e i sintomi correlati in pazienti adulti con sclerosi multipla, che non hanno manifestato una risposta adeguata ad altri medicinali antispastici. In Italia questo farmaco può essere utilizzato solo in associazione a queste terapie. Il Sativex, in molti casi, può ridurre gli spasmi, il dolore legato alla spasticità, l’incontinenza urinaria, anche l’ampiezza del passo e aumentare la velocità», spiega Patti.  Ci sono, però, molte differenze rispetto alle preparazioni galeniche. «Qualunque medico può prescrivere produzioni e formulazioni farmaceutiche galeniche, non hanno alcun tipo di controllo né per quanto riguarda le dosi, né la via di somministrazione, né la biodisponibilità. Il farmaco, a differenza di questi prodotti, è tracciabile – precisa - Tutti i lavori che hanno visto gli effetti di queste produzioni galeniche non sono stati soddisfacenti negli esiti. Se generalizziamo, rischiamo di ricadere nella cosiddetta ricreazionalità».

Per Simona Serao Creazzola, presidente SIFO e Responsabile Uoc Farmaceutica del territorio e Convenzionata Asl Na 1 Centro, «siamo molto contenti di essere nuovamente a Spoleto per questo secondo incontro sulla gestione dei prodotti a base di Cannabinoidi. L’anno scorso ci siamo confrontati sulle realtà regionali di implementazione del decreto a due anni dalla sua introduzione ed abbiamo prodotto delle Linee Guida insieme alla SIFAP per l’utilizzo e la gestione di questi prodotti con l’intento di fornire un utile strumento ed evidenziare in modo condiviso criticità emerse dal confronto e dal dialogo. Come società scientifica, stiamo lavorando in stretta collaborazione con SIFAP, per omogeneizzare e standardizzare sul territorio nazionale la produzione galenica, sia ospedaliera che territoriale, e stiamo collaborando a livello nazionale per l’adeguamento delle NBP  alla risoluzione  Europea. -prosegue Serao Creazzola- In generale siamo in forte collaborazione con Ministero della Salute, AIFA e Istituto Superiore di Sanità, privilegiando sempre una grande attenzione verso il paziente. In questo secondo incontro abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sulla necessità di indagare gli esiti connessi a queste terapie e per questo abbiamo inteso coinvolgere le Società Scientifiche dei prescrittori, certi del positivo risultato di un confronto sinergico multidisciplinare. Siamo fortemente orientati, infatti, alla valorizzazione delle società scientifiche come fonte di linee guida che possano contribuire a migliorare la qualità di ciò che viene prodotto in ambito galenico, sempre apportando il valore della nostra consuetudine al lavoro in qualità e della  continua tensione verso un miglioramento ed una crescita culturale, che caratterizza la nostra professione di farmacisti del SSN. Ci auguriamo-conclude- che questo incontro possa diventare un laboratorio permanente e anche l’anno prossimo si possano trovare spunti per un nuovo incontro».

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.