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MiniMed Campus, diabete: protagonisti 3 giovani di Torino

Tre ragazzi, seguiti presso il Centro di diabetologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute e della Scienza di Torino, hanno preso parte insieme ad altri 31 giovani, provenienti da sette regioni italiane, al MiniMed Campus, che si è tenuto a Ponte di Legno (Brescia) dal 28 agosto al 1° settembre scorsi.

Un’iniziativa didattico / sportiva nata per insegnare ai giovani pazienti una migliore gestione della patologia attraverso il corretto utilizzo di una tecnologia di ultima generazione, all’avanguardia nella gestione del diabete di tipo 1. Si tratta del Sistema Integrato Minimed 640G, costituito da un microinfusore e da un sensore che dialogando consentono di prevenire le ipoglicemie.

In Italia le persone con diabete di tipo 1 sono circa 300.000 con un significativo incremento in tutto il mondo. L’incidenza tra il 2001 ed il 2009 nei soggetti al di sotto dei 20 anni è aumentata del 23%, con un trend di crescita del 3% annuo.1

Una patologia dovuta alla carenza di insulina, che si manifesta con sete intensa, aumento delle minzioni giornaliere, debolezza e che più frequentemente insorge in età pediatrica. La diagnosi precoce di questa condizione è essenziale per evitare danni seri all’organismo in particolare nei bambini piccoli. La SIEDP (Società Italiana Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) si è impegnata negli ultimi anni affinché i sintomi di esordio vengano riconosciuti precocemente al fine di evitare gravi complicanze.

Grazie a questa iniziativa i ragazzi, con l’aiuto dei medici diabetologi di dodici centri in Italia, hanno avuto la possibilità di imparare divertendosi, confrontandosi sui dubbi, le curiosità e le paure legate alla gestione del diabete. Il tema di quest’anno, infatti, è stato “Conoscersi per imparare”.

Il MiniMed Campus è un’iniziativa realizzata in collaborazione con dodici centri di diabetologia pediatrica specializzati nella cura del diabete di tipo 1 (Ospedale San Raffaele di Milano, Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, Ospedale SS. Annunziata di Chieti, Ospedali Riuniti di Ancona, Ospedale G. Martino di Messina, Ospedale Regina Margherita di Torino, Ospedale Belcolle di Viterbo, Policlinico Giovanni XXII di Bari, Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, Ospedale San Raffaele di Milano, Ospedale Bambin Gesù di Roma, Ospedale pediatrico Gaslini di Genova) e con il supporto non condizionato di Medtronic e del Comune di Ponte di Legno (BS). 

Un’esperienza importante, quella dei tre ragazzi, accompagnati dalla dottoressa Ivana Rabbone dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, che hanno avuto la possibilità di sperimentare la nuova tecnologia con i propri coetanei. L’educazione terapeutica, infatti, è indispensabile per un utilizzo ottimale della tecnologia.

«Il Campus è stato un momento di formazione e scambio per i ragazzi  - spiega la dottoressa Rabbone - che hanno avuto modo di stringere nuove amicizie e di utilizzare il nuovo dispositivo in grado di prevenire le ipoglicemie; un traguardo significativo verso il pancreas artificiale. In questa cinque giorni, il protagonista è stato innanzitutto lo sport, più sicuro grazie all’utilizzo del nuovo dispositivo. Un momento di grande confronto anche tra noi medici che ci ha permesso di sperimentare sul campo le opportunità ed i benefici che questa nuova tecnologia garantisce a questi bambini e ragazzi».

 

 

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                1 http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=168&area=Malattie_endocrine_e_metaboliche

 

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