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LOTTA AL CANCRO: PROGETTO EUROPEO UBIQUITOUS-PHARMACOGENOMICS

Rendere accessibile ai cittadini della Comunità Europea una terapia farmacologica personalizzata, basata su peculiarità genetiche dei pazienti.

E' l’obiettivo di un importante progetto coordinato dall’Università di Leiden, Olanda con la partecipazione di altri 16 centri, in rappresentanza di 10 paesi Europei tra cui, per l’Italia, unica partecipazione al progetto con la struttura di farmacologia sperimentale e clinica del CRO di Aviano diretta da Giuseppe Toffoli, che insieme a Erika Cecchin conduce da oltre 15 anni ricerche nel campo della farmaco genetica. Valore del progetto circa 15 milioni di euro di cui 1 milione al Centro di riferimento oncologico tricolore.

«U-Pgx» (la farmacogenomica ovunque) è l’acronimo progettuale, con un richiamo immediato alla farmacogenomica. E’ un progetto ambizioso che mira all’ottimizzazione delle terapie farmacologiche di varie patologie con riflessi positivi non solo per la salute e il benessere dei pazienti, ma anche per un utilizzo più razionale delle risorse nella sanità pubblica. Basti pensare che si stima che il 30-50% dei farmaci venga utilizzato attualmente in modo improprio provocando potenzialmente danni anche gravi ai pazienti trattati.

Il progetto prevede, accanto a un’attività di ricerca volta a definire i vantaggi di una terapia personalizzata su base genetica, anche un’importante azione educazionale rivolta alla sensibilizzazione del personale medico e dell’intera comunità verso questo approccio innovativo di somministrazione. Ulteriore target, il trasferimento tecnologico con la produzione di innovative strategie diagnostiche.

Secondo Toffoli, da poche settimane commissario di valutazione dell’AIFA - Agenzia italiana del farmaco, tra i pionieri in Italia nel campo della farmaco genetica, « è necessario il coinvolgimento dei medici specialisti nelle varie patologie e dei medici di medicina generale». Il progetto durerà cinque anni e l’arruolamento dei pazienti inizierà a partire dal 2° anno dopo la fase preparatoria che coinvolgerà tutte le Istituzioni europee partecipanti.

Le attività non si rivolgono solo ai pazienti oncologici, ma a coloro i quali assumono farmaci in modo continuativo nelle più svariate patologie. «Questo rappresenta un importante riconoscimento per il CRO – ha aggiunto ancora Toffoli – che giunge a breve distanza da un altro finanziamento che la comunità Europea ha erogato all’Istituto per lo sviluppo della Nanomedicina» sotto la sua supervisione.

Il gruppo di ricerca di Toffoli al Centro di riferimento oncologico di Aviano ha contribuito a importanti pubblicazioni su riviste Internazionali e, nel 2009, dopo aver vinto la Start Cup della Regione FVG, ha fondato la spin-off, Pharmadiagen insediata al Polo tecnologico di Pordenone e coinvolta nel trasferimento tecnologico della farmacogenetica.

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