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LEGAMBIENTE, RACCOLTE 10,4 TONNELLATE RIFIUTI IN MARE

Oltre 10 tonnellate di rifiuti recuperati dai fondali adriatici da volontari e pescatori di Porto Garibaldi, nel ferrarese, al 99% plastica. Legambiente apre la tappa di Goletta Verde a Marina di Ravenna illustrando i risultati del progetto di fishing for litter "Zero Plastica in mare", che confermano "la forte presenza di rifiuti nei nostri mari, e che vede ancora una volta la plastica al primo posto fra i materiali rinvenuti". 

Come sempre protagoniste le calze per l'allevamento dei mitili, l'81% della plastica totale, un dato in aumento per il "forte incremento dei conferimenti di calze da parte degli allevatori di mitili", il cui coinvolgimento è la novità di quest'anno. Per la terza edizione il progetto ha coinvolto sei volontari del circolo Legambiente "Delta del Po", 63 pescherecci, la società Clara, la Capitaneria di porto di Porto Garibaldi e il Comune di Comacchio, in sei mesi di monitoraggio, dall'1 dicembre 2020 al 31 maggio 2021. Più nel dettaglio, dalle reti dei pescatori e dei mitilicoltori sono stati recuperati 45.262 unità, per un peso totale di 10,4 tonnellate. Dall'analisi dei risultati ottenuti si nota che il 99% dei rifiuti pescati in mare è costituito da materie plastiche. Il restante 1% è composto da materiali tessili, gomma, carta e cartone e metallo. L'origine è da attribuire principalmente alle attività produttive di pesca e acquacoltura, 82%, come calze per mitili, nasse, reti, cime, boe e altri attrezzi per la pesca. 

Il 17% deriva dalla cattiva gestione dei rifiuti urbani che si riversano in mare e l'1% da fonti non identificabili. Rispetto agli anni precedenti si registra una diminuzione dei rifiuti urbani, 17% contro il 30% dell'edizione 2018-19, e, all'interno di questa frazione, delle shopper e buste di plastica, 2% contro l'11%; in calo anche il packaging, 6% contro l'11%. Non si registra invece una presenza significativa dei rifiuti riconducibili all'emergenza pandemica in corso, mascherine, guanti monouso, flaconi di gel igienizzante. Se non sulle banchina del porto, nelle aree interne, lungo le strade e nei parcheggi: "Segno evidente di un problema che con molta probabilità tra poco tempo si ripercuoterà anche in mare", avverte Legambiente. "La speranza- spiega Andrea Mantovani di Legambiente Delta del Po- è che da un progetto sperimentale possa nascere una realtà normale, efficiente e consolidata, passaggio fondamentale per cambiare la rotta e risolvere in futuro il problema del marine litter. Tra le altre esperienze della mattinata, il progetto Pesca.M.I del centro di ricerca marine Cestha che ha coinvolto 35 pescatori tra pescatori a strascico, piccoli pescatori artigianali e pescatori subacquei recuperando un totale di 4,5 tonnellate di rifiuti e la start up Ogyre che cerca di sviluppare filiere di recupero della plastica proveniente dal mare. 

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