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INFEZIONI URINARIE RICORRENTI TRA FATTORI SCATENANTI VULVODINIA

In occasione del 5° congresso nazionale, l'Associazione Italiana Neuropatia del Pudendo, nata nel 2008 e dal 2021 membro del Comitato vulvodinia e neuropatia del pudendo, ha organizzato, nella giornata di venerdì 30 settembre a Milano presso l'hotel Ramada, un importante convegno formativo rivolto al personale sanitario.

All'evento hanno preso parte, in qualità di relatori e relatrici, alcuni tra i maggiori esperti italiani e internazionali specializzati nel trattamento della neuropatia del pudendo e della vulvodinia. Oggetto del convegno sono state le cure ad oggi disponibili per i e le pazienti, con un particolare focus sulle recenti innovazioni terapeutiche.
Il dr. Porru, urologo, ha evidenziato il ruolo delle infezioni delle vie urinarie ricorrenti, trattate con cicli prolungati di antibiotico, come uno dei fattori scatenanti o di mantenimento della neuropatia del pudendo e della vulvodinia. La dr.ssa Marra, ginecologa, ha spiegato come le due patologie siano innescate da una molteplicità di fattori, motivo per cui è necessario un approccio terapeutico combinato, con terapie multifattoriali e una presa in carico d'équipe dei e delle pazienti. Il dr. Jann, neurologo, ha riepilogato tutti i farmaci utilizzati per il trattamento della neuropatia del pudendo, aprendo però un nuovo scenario possibile attraverso l'utilizzo della realtà virtuale.

Poiché vulvodinia e neuropatia del pudendo fanno parte delle sindromi che rispondono ai meccanismi di sensibilizzazione centrale del dolore, la realtà virtuale può essere un interessante strumento per agire a tale livello.
Il dr. Broglia, neuro-radiologo, ha spiegato come la risonanza magnetica possa aiutare nel raggiungimento di una corretta diagnosi, purché il radiologo lavori in sinergia con lo specialista che ha prescritto l'esame per sapere bene cosa cercare. I nervi pudendi (destro e sinistro), che hanno lo spessore di un capello e sono lunghi 20 centimetri, sono difficilmente visibili, soprattutto nella donna, per via della complessa anatomia dell'area pelvica. Essendo un esame operatore dipendente, esistono ancora pochi professionisti in Italia specializzati in quest'ambito. La mattinata è stata chiusa dal dr. Bollens, chirurgo che opera in Belgio, che ha portato la propria esperienza con la chirurgia in laparoscopia: tecnica estremamente innovativa, minimamente invasiva e con tassi di successo elevati, se il target di pazienti è ben selezionato. Quando le terapie non funzionano, la chirurgia può essere un'alternativa per alcune tipologie di pazienti.

Nel pomeriggio i lavori sono ripresi con la dr.ssa Zanardo, psicologa e psicoterapeuta, che ha chiarito che, non in tutti i casi di vulvodinia e neuropatia del pudendo, vi è una componente psicosomatica e, in ogni caso, il dolore è sempre reale. Nella neuropatia del pudendo è molto difficile arrivare alla guarigione: in questi casi, l'obiettivo di un percorso di psicoterapia è quello di accompagnare il/la paziente alla miglior qualità di vita possibile, stante la malattia. Il dr. Frigerio, anestesista che si occupa dell'impianto di neuromodulatori, ha mostrato come anche questa opzione terapeutica sia valida, ma non per tutti e tutte le pazienti. Bisogna, inoltre, individuare bene quando e dove intervenire in base alla localizzazione del dolore e alla sintomatologia.

Le dr.sse Luglio e Cantiani, fisioterapiste, e il dr. Origo, osteopata, hanno spiegato come la muscolatura del pavimento pelvico e la fascia di tessuto connettivo che separa le strutture scheletriche e viscerali dell'area pelvica siano sempre coinvolte nella neuropatia del pudendo. La riabilitazione del pavimento pelvico, che include sia terapie manuali che fisiche, deve essere sempre personalizzata, ha spiegato la dr.ssa Luglio. Inoltre, ha aggiunto la dr.ssa Cantiani, esercizi di movimento fisico mirati per il dolore pelvico, si sono rivelati molto efficaci per le pazienti che hanno provato questa particolare ginnastica.
L'intervento conclusivo di Silvia Carabelli, presidente del Comitato vulvodinia e neuropatia del pudendo, ha evidenziato l'urgenza del riconoscimento di queste due patologie da parte dello Stato, perché, ad oggi, l'accesso alle cure è impossibile per tutta la popolazione che non può permettersi le terapie in regime privatistico, che sono, ad oggi, le uniche opzioni esistenti per le persone malate.

Il presidente AINPU, Claudio Rossi, ha commentato così alla fine della giornata di lavoro: "per certi aspetti, nelle terapie siamo fermi ormai da diversi anni, ad esempio, in ambito farmacologico non ci sono nuove molecole, ma la realtà virtuale, presentata oggi per la prima volta come nuova opzione terapeutica, sembra essere promettente perché potrebbe essere in grado di interrompere il circolo vizioso che si innesca quando la mente ascolta solo il dolore. Altra novità importante portata oggi, è la chirurgia mininvasiva in laparoscopia, finalmente applicabile anche nel territorio del plesso pudendo. È importante però sapere che nessuno specialista ha la bacchetta magica e può risolvere da solo queste patologie così complesse: fondamentale è sempre l'approccio multidisciplinare, con uno sguardo a 360° sui e sulle pazienti, evitando protocolli medici troppo standardizzati".

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