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I test per il certificato Covid a pagamento dal 1 ottobre in Svizzera

Il Consiglio federale ha deciso di sottoporre preventivamente alla consultazione dei Cantoni e delle parti sociali, fino al 30 agosto, un rafforzamento dei provvedimenti contro la propagazione del coronavirus anche per quanto riguarda i test, che restano un provvedimento importante per tenere sotto controllo la pandemia, interrompere catene di contagio e prevenire il sovraccarico delle strutture ospedaliere.

Allo scopo vanno in particolare proseguiti i test a ripetizione nelle scuole e nelle aziende, che continueranno a essere finanziati dalla Confederazione.

Certificato COVID: test preventivi a carico di chi li richiede

Dal 1° ottobre 2021, i costi dei test effettuati per ottenere un certificato COVID saranno a carico delle persone che li richiedono. Tutti coloro che volevano farsi vaccinare hanno potuto farlo: il Consiglio federale ritiene che non sia più compito della collettività sostenere i costi dei test delle persone non vaccinate o non guarite. La popolazione ha tuttora la possibilità di farsi vaccinare gratuitamente contro la COVID-19.

Eccezioni per le persone con sintomi e per i giovani

Per le persone che presentano sintomi di un’infezione da coronavirus, i test rimangono a carico della Confederazione, ma non danno diritto al certificato COVID. La Confederazione continuerà a rimborsare anche i test antigenici rapidi per le persone che, per motivi medici, non possono essere vaccinate e per i bambini e i giovani al di sotto dei 16 anni. Anche chi si reca in una struttura sanitaria, per esempio in una casa di cura o per anziani o in un ospedale, potrà continuare a sottoporsi gratuitamente al test. Rimane infatti essenziale proteggere le persone particolarmente a rischio. Se il test dà esito negativo, invece del certificato sarà rilasciato un documento che ne attesta il risultato.

Test a campioni aggregati aperti a tutti

A chi non presenta sintomi, la Confederazione intende dare la possibilità di partecipare a proprie spese, in farmacia, ai test PCR salivari a campioni aggregati. Questi test hanno il vantaggio di essere più precisi e attendibili dei test antigenici rapidi. Sarà inoltre possibile prelevarsi autonomamente un campione salivare PCR a domicilio; tuttavia il prelievo dovrà essere controllato, così come andrà verificata l’identità della persona che si sottopone al test.

Risultati della consultazione

La grande maggioranza dei Cantoni e delle parti sociali consultati, come pure la competente commissione del Consiglio nazionale hanno accolto con favore l’adeguamento della strategia di test, in particolare il fatto che la Confederazione continuerà a finanziare i test a ripetizione condotti nelle scuole e nelle aziende. Hanno tuttavia proposto alcune modifiche relative al rimborso dei test e richiesto disposizioni più severe per evitare abusi. Il Consiglio federale ha parzialmente dato seguito a queste proposte, decidendo che i giovani fino a 16 anni potranno continuare a sottoporsi gratuitamente ai test e che, per le persone di oltre 16 anni, il certificato COVID attestante un risultato negativo sarà rilasciato soltanto se il test sarà stato pagato da chi lo ha richiesto.

Estensione dei test sulle acque reflue

 

Il Consiglio federale ha inoltre deciso di estendere i test sistematici su campioni di acque reflue, prelevati negli impianti di depurazione delle acque di scarico per rilevarvi tracce del coronavirus. I test copriranno ora un territorio in cui risiede il 60 per cento circa della popolazione e le zone turistiche di rilevanza epidemiologica. In questo modo si potranno identificare rapidamente eventuali focolai locali e adottare per tempo i necessari provvedimenti di contenimento.

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