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GIORNATA MONDIALE PREVENZIONE SUICIDIO. LO PSICHIATRA, SECONDA CAUSA DI MORTE TRA 15 E 29 ANNI

"Il suicidio e' la seconda causa di morte nella fascia di eta' dai quindici ai ventinove anni. Rappresenta dunque una criticita' molto importante, e anche per questa fascia di eta' i tentativi di suicidio sono molto maggiori dei suicidi propriamente detti".

A scattare la fotografia dei suicidi e dei tentativi di suicidio tra i giovani e' Maurizio Pompili, ordinario di Psichiatria della Sapienza Universita' di Roma e direttore del Servizio di prevenzione del Suicidio dell'Azienda ospedaliera Sant'Andrea, in occasione della Giornata mondiale della prevenzione del suicidio che si celebra il 10 settembre.

Osservando l'andamento di questo fenomeno nel corso della pandemia, lo psichiatra chiarisce che "non si possono trarre conclusioni certe. Sicuramente- aggiunge- i giovani sono stati molto intaccati dalla pandemia con il fermo di tutte le attivita' formative e scolastiche, con l'isolamento da tutte le attivita' di socializzazione, di confronto con i pari e di riferimento con gli insegnanti, con le forme di frequenza scolastica digitale totalmente innovative ma che tolgono tutta la parte di affetto, di confronto e di crescita emozionale".

Gli esperti, prosegue Pompili, stanno "cercando di osservare come questo tipo di fenomeno si andra' a collocare nei mesi che verranno e nei prossimi anni". Un dato importante, sottolinea l'ordinario di Psichiatria, e' che "la pandemia e' coincisa con la primavera, che e' il periodo dell'anno piu' critico per il rischio di suicidio. Quindi, ad anno concluso, dovremo osservare che cosa e' successo in quest'ultima primavera, caratterizzata da un lockdown, da una pandemia". Insieme al resto della popolazione, poi, i giovani sono soggetti a "un'ansia collettiva assorbita a seconda delle varie fasce di eta': gli anziani in un modo, gli adulti e i giovani in un altro.

L'ansia collettiva- spiega Pompili- e' quella che appartiene a tutti, e' la paura di essere contagiati, alimentata dai notiziari che ci riportano statistiche minuto per minuto e dalle tristi conclusioni di giornate con un gran numero di morti". Per placare gli effetti di questa ansia collettiva sui singoli e prevenire i suicidi, "quello che si e' cercato di fare, anche a livello internazionale, e' stato dire alle persone 'Prenditi una pausa, non stare davanti al televisore a guardare sempre questi aggiornamenti, cerca di coltivare i tuoi hobby, di leggere, di ascoltare musica'.

Questo- aggiunge lo specialista- perche' se ci si pone continuamente nella condizione di aggiornarsi, probabilmente questa ansia va aumentando". Un'ultima criticita' osservata, prosegue Pompili, "e' sicuramente la crescita degli abusi domestici e l'aumento dell'uso e dell'abuso di alcol durante il lockdown. Questo sicuramente perche' le sostanze stupefacenti potevano essere meno disponibili durante il lockdown, l'alcol era invece piu' avvicinabile. Abusi che- conclude- non hanno aiutato la prevenzione del suicidio". 

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