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FRATTURE DA FRAGILITA’, BLOCCATO FARMACO INNOVATIVO ROMOSOZUMAB

Un fulmine a ciel sereno nella calda estate italiana, concentrata nella polemica sul green pass. Proprio l’emergenza Covid, oramai è diventata quotidianità, mette in secondo piano da tempo altre necessità di salute della popolazione.

Tra le ultime c’è la decisione dell’AIFA di non rimborsare un farmaco innovativo per la cura delle fratture da fragilità, tanto da portare a una interrogazione la senatrice Maria Rizzotti, con la richiesta al Ministro della Salute di intervenire urgentemente e garantire così la rimborsabilità con il SSN, per una “condizione che causa disabilità complesse, con un enorme impatto sulla qualità della vita e genera anche gravi limitazioni funzionali, aumentando notevolmente il rischio di mortalità.

Il 9 dicembre 2019 l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha autorizzato la commercializzazione in Europa del farmaco romosozumab e nel 2020 si è dato avvio alla procedura per la sua approvazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco –si legge nell’intervento dello scorso 3 agosto- si è venuti a conoscenza che la procedura di approvazione da parte dell'AIFA, inerente all'unico nuovo farmaco disponibile per il trattamento dell'osteoporosi, si sia conclusa senza aver raggiunto alcun accordo tra le parti, comportando sia la non rimborsabilità dello stesso da parte del SSN sia una discriminazione in termini di accesso alle cure da parte di coloro i quali convivono con questa patologia.

Infatti di tale trattamento farmacologico potrebbero beneficiare solo quei cittadini ricchi in grado di comprarlo a proprie spese. L'impossibilità di accesso a soluzioni terapeutiche innovative in grado di migliorare la vita dei cittadini più fragili alimenterebbe un divario in termini di fruibilità dei farmaci tra l'Italia e gli altri Paesi dell'Unione europea”. Si tratta, infatti, della prima approvazione nella UE di un farmaco per il trattamento dell’osteoporosi negli ultimi 10 anni. La terapia incrementa la formazione di tessuto di sostegno sano e riduce simultaneamente l’azione di decadimento, che porta a perdita di massa ossea, prevenendo ricadute traumatiche, cioè un rischio di nuove fratture dopo la prima.

Solo in Italia, le fratture da fragilità colpiscono 3,2 milioni di donne e 0,8 milioni di uomini over 50, con un previsto aumento, nei prossimi 10 anni, del 22,4%. I costi sanitari associati ammontano a 9,4 miliardi di euro, con un aumento stimato del 26,2 % nei prossimi 10 anni. «Questi dati del rapporto annuale dell’International osteoporosis foundation “offrono una misura tangibile di un'emergenza gestionale e terapeutica, per la quale è urgente adottare una risposta sanitaria adeguata», sottolinea la senatrice Rizzotti.

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