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Diagnosi preimpianto (DPI): Integration Handicap favorevole ad articolo costituzionale

Integration Handicap sostiene il decreto federale concernente la modifica costituzionale relativa alla medicina riproduttiva e all’ingegneria genetica in ambito umano (diagnosi preimpianto) e raccomanda di approvarlo in occasione della votazione popolare del 14 giugno 2015.

«Siamo favorevoli alla DPI per le coppie con predisposizioni genetiche gravi, per questo raccomandiamo di accettare la modifica costituzionale», spiega Pascale Bruderer Wyss, Consigliera agli Stati e Presidente di Integration Handicap.
I medici possono oggi procedere alla fecondazione artificiale nelle coppie portatrici di gravi malattie ereditarie, ma le disposizioni in vigore vietano di sottoporre gli embrioni prodotti in questo modo a una diagnosi preimpianto (DPI) prima che siano impiantati nell’utero della donna. Tale divieto verrebbe abrogato nella Legge sulla medicina della procreazione ammettendo così la DPI in determinate situazioni, ma per questo è prima necessaria una modifica costituzionale.

La DPI evita malattie ereditarie letali

Integration Handicap, l’associazione mantello delle organizzazioni attive nel campo dell’handicap, sostiene l’abrogazione del divieto e l’ammissione della DPI per le coppie con predisposizioni genetiche gravi. In questo modo, esse possono ridurre il rischio di trasmettere ai figli malattie gravi e spesso letali. Il Comitato di Integration Handicap considera giusto ammettere un ricorso moderato alla DPI ed è quindi favorevole all’imprescindibile modifica costituzionale.

Attenzione a non favorire tendenze inaccettabili

La Presidente di Integration Handicap mette tuttavia in guardia da un’applicazione troppo ampia della DPI: «I progressi nella medicina della procreazione non portano solo vantaggi, ma racchiudono anche rischi». L’associazione mantello critica la modifica di legge approvata dal Parlamento perché ammettere un ricorso troppo ampio alla DPI può favorire tendenze inaccettabili, come giudicare il valore di una vita con handicap.
Integration Handicap si oppone allo screening dell’aneuploidia, che consiste nell’analizzare sistematicamente il patrimonio cromosomico dell’embrione creato per verificare la presenza di anomalie. «In nessun caso la società può stabilire che cosa è degno di vita e che cosa non lo è», avverte Pascale Bruderer Wyss. Qualora si giunga a un referendum sulla rivista Legge sulla medicina della procreazione (LPAM), il Comitato di Integration Handicap ha deciso di raccomandarne la bocciatura.

La priorità va accordata all’inclusione globale

Per Integration Handicap, un’ampia accettazione sociale, l’autodeterminazione e l’inclusione delle persone in situazione di handicap devono avere la massima priorità. Pascale Bruderer Wyss ribadisce: «Ci impegniamo con tutte le nostre forze affinché la dignità e i diritti delle persone con handicap siano pienamente rispettati».

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