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Diabete: 7 aprile, Giornata mondiale della salute

Sconfiggere il diabete, riducendo il suo carico di complicanze e di mortalità è l’auspicio della prossima giornata mondiale della salute indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e quest’anno interamente dedicata al diabete.

Molti i motivi di questa ‘dedica’ speciale, il primo dei quali è che il diabete ha assunto dimensioni da pandemia, non solo nei paesi industrializzati ma anche in quelli a basso e medio reddito. La buona notizia, sulla quale però c’è ancora molto da lavorare, è che la maggior parte dei casi di diabete di tipo 2 è prevenibile, attraverso un sano stile di vita fatto di alimentazione regolare, controllo del peso corporeo, la giusta dose di attività fisica.

E il diabete naturalmente si può tenere a bada con successo attraverso interventi non farmacologici (stile di vita) e con i farmaci. Fondamentale per il successo della terapia è la responsabilizzazione del paziente e il suo empowerment. Anche per questo la giornata mondiale della salute 2016 mira ad aumentare la conoscenza del diabete e delle sue conseguenze. Un passo fondamentale per arrivare alla diagnosi precoce e dunque al trattamento tempestivo.

In occasione della ‘Giornata mondiale della salute’ l’OMS lancerà il suo primo rapporto globale sull’entità epidemiologica e le conseguenze del diabete e raccomanderà ai servizi sanitari dei vari paesi di rafforzare la sorveglianza, la prevenzione e di rendere più efficace il trattamento di questa condizione.

Secondo le proiezioni dell’OMS, entro il 2030 il diabete diventerà la settima causa di morte, ma già nel 2012 almeno un milione e mezzo di decessi sono risultati attribuibili direttamente al diabete. Oltre l’80% dei decessi per diabete si verificano oggi nelle nazioni a basso e medio reddito. “Nel 2014 – ricorda il professor Enzo Bonora, presidente della SID – la prevalenza del diabete in Italia è di oltre il 6%, con circa 4 milioni di casi diagnosticati e un altro milione di persone affette senza sapere di avere la malattia. Il diabete sta dilagando anche in Italia e, se non si riuscirà a frenarne la crescita e a prevenire efficacemente le complicanze croniche, sarà un’emergenza sanitaria ed economica. Già adesso l’assistenza alle persone con diabete assorbe quasi il 15% del Fondo Sanitario Nazionale (circa 16 miliardi di euro ogni anno di costi reali e non di tariffe virtuali). La SID da anni chiede lo sviluppo e l’implementazione di programmi divulgativi per richiamare l’attenzione sul rischio sempre più alto di sviluppare diabete tipo 2 da parte di segmenti sempre più ampi della popolazione, caratterizzati da eccessivo introito calorico e troppo basso dispendio energetico. Eccessi alimentari e inattività fisica sono sempre più diffusi ma sembra ormai accertato che siano presenti sostanze potenzialmente diabetogene nell’aria che respiriamo e in quello che mangiamo e beviamo, a prescindere dalle calorie.

Bisogna che ci sia una maggiore conoscenza su questi aspetti. Bisogna che i cittadini che non hanno la malattia sappiano come prevenirla. Bisogna che le persone che hanno il diabete e non lo sanno ricevano la diagnosi quanto prima possibile per cominciarne la cura. Bisogna che chi sa di avere la malattia partecipi più attivamente alla sua gestione. Serve più cultura sul diabete nelle famiglie, nelle scuole, sui posti di lavoro, in tutti i contesti dove sia possibile fare divulgazione e implementare strategie di prevenzione. E’ auspicabile un impegno forte da parte dei media, pubblici e privati, nella divulgazione sulla malattia. La SID – conclude il presidente Bonora – sta cercando di fare la sua parte con il suo portale largamente dedicato ai cittadini e alle persone con diabete (www.siditalia.it)”.

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