IT   EN

Ultimi tweet

COVID. VACCINO NOVAVAX, AUTORIZZAZIONE RICHIESTA A MHRA INGLESE

"Novavax ha fatto richiesta di autorizzazione all'agenzia regolatoria del farmaco inglese per il proprio vaccino contro il Covid-19". É la notizia rilasciata dalla stessa azienda e che pone la Novavax al centro delle decisioni della MHRA della Gran Bretagna ma non solo, perché, come dice la stessa azienda in un comunicato, "verranno presentati i dati per la richiesta di autorizzazione anche all'Unione europea, al Canada e all'Australia appena possibile". 

I dati che Novavax ha sottoposto all'autorità regolatoria britannica sono quelli di fase 3 condotti su un totale di circa 45mila pazienti sui quali "è stata dimostrata un'elevata efficacia e una buona tollerabilità, anche contro le varianti", sottolinea la nota. Le dosi di vaccino dell'azienda americana con base a Gaithersburg nel Maryland, se autorizzate dalla MHRA, verranno prodotte per le prime 60 milioni di dosi da Fujifilm a Billingham, nel Regno Unito. Come ha dichiarato Stanley Erck, il presidente di Novavax, "aver sottoposto i dati per l'autorizzazione mette l'azienda nella condizione di poter consegnare milioni di dosi del primo vaccino proteico contro il Covid-19, elaborato su una piattaforma che ha dimostrato la sua efficacia su diverse forme di coronavirus". 

La terapia contro il Sars-CoV-2 dell'azienda americana sarà infatti il primo vaccino a base proteica in cui la proteina 'spike' è allestita mediante la ricombinazione genetica, in modo analogo a quello di Sanofi-GSK che dovrebbe approdare all'autorizzazione delle agenzie regolatorie a novembre. Secondo Novavax, il vaccino i cui trial sono stati annunciati nel marzo scorso, "offre il 100% di protezione contro la malattia severa, l'ospedalizzazione e il decesso. E sono state 15mila le persone coinvolte nella fase tre del trial, in diversi ospedali del Regno Unito". I risultati di Novavax rilasciati a gennaio per la sperimentazione in Sudafrica hanno mostrato un'efficacia del 60% contro la malattia lieve, moderata e severa, e la maggior parte dei casi erano riconducibili alla variante sudafricana. 

Informazioni:
 
Aggiornamenti gratis nel canale Telegram: t.me/salutedomani

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.