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COSMETOVIGILANZA: IL CONTRIBUTO DELLA FARMACIA NEL MONITORAGGIO DEI PRODOTTI

Vengono a diretto contatto con la pelle che è un organo molto sensibile e quindi devono essere scelti con particolare cura. Dal 2009 i cosmetici secondo una direttiva dell’Unione Europea [Regolamento (CE) n.1223/2009] vengono tenuti sotto “sorveglianza” perché possono causare effetti indesiderabili anche gravi.

La scelta di creme, solari, shampoo, tinture per capelli, solo per citarne alcuni, deve essere valutata con cura e il primo filtro è il canale distributivo. In farmacia viene da anni praticata la cosmetovigilanza che prende in esame aspetti spesso poco conosciuti come l’interazione dei prodotti per la bellezza con i farmaci ed è una prassi molto utile per la salute collettiva che si avvale delle segnalazioni giunte al Ministero della Salute per monitorare la sicurezza dei cosmetici. Una cultura quella della cosmetovogilanza che deve essere incrementata perché se è vero che i dati forniti in questi giorni dal Ministero della Salute in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli registrano un incremento del 30% delle segnalazioni dal 2013 al 2016 (“La cosmetovigilanza nel regolamento cosmetici. L’applicazione in Italia”), quelle italiane sono ancora molto meno numerose rispetto al resto d’Europa.

«Diciamo ai cittadini di valutare con cura ciò che applicano sulla propria pelle perché la qualità dei cosmetici è fondamentale per una corretta ed efficace cura della pelle – spiega Marco Bacchini, presidente Federfarma Verona -. Tanti sono gli aspetti da valutare anche dopo l’acquisto, molto importante è la conservazione perché da questa dipende l’integrità del prodotto e la sua validità. Proprio in estate troppo spesso, infatti, non si tiene conto che i prodotti topici devono godere della temperatura controllata, mentre invece vengono lasciati per ore sotto il sole cocente credendo che la loro integrità sia illimitata. La rete delle farmacie offre una sicurezza concreta perché tutti i prodotti sono non solo filtrati alla base, ma garantiti da un costante controllo incrociato che ne evidenzia le qualità e, nel peggiore dei casi, anche gli effetti negativi. La cosmetovigilanza è dunque una prassi sanitaria molto importante anche e soprattutto d’estate quando sono frequenti le foto dermatiti a seguito dell’esposizione al sole. In casi come questi è fondamentale capire se sia stato il prodotto in sé a provocare la reazione indesiderata oppure un principio attivo precedentemente assunto, come un antistaminico o anche prodotti naturali come l’essenza di bergamotto che può essere utile per la detersione della pelle, ma non deve essere utilizzata prima dei bagni di sole. Il ruolo “investigativo” del farmacista in questo ambito contribuisce alla formulazione della corretta segnalazione, ma è il paziente a dover fare la prima mossa. Da qui l’invito ad entrare in farmacia o a rivolgersi al proprio medico quando si notano delle reazioni particolari dopo l’utilizzo di prodotti cosmetici: si tratta di un atto di civiltà per la propria salute e la salvaguardia della collettiva».

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