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Con la Medicina dello Sport la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico per la nostra salute #EXPO2015

I vertici della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport (FIMS) si sono riuniti a Milano nell’ambito di  EXPO e per sancire l’accreditamento dell’Istituto di Medicina dello Sport di Milano  fra i 18 centri di eccellenza mondiali.

L’Istituto di Medicina dello Sport di Milano, che ha sede presso il CONI Regionale di Via Piranesi 46,  da oggi eccelle nel mondo tra i Collaborating Centers più importanti a livello internazionale  (tra i quali Brighton, Porto Alegre, Vienna, Johannesburg, Roma, Teheran, Montevideo, Belgrado, Pretoria, ecc.)

Non è un caso che Milano celebri quindi, con orgoglio, questo successo. Infatti la specializzazione universitaria in medicina dello sport nasce, prima nel mondo, in Italia proprio a Milano nel 1957 per una felice intuizione di Rodolfo Margaria, professore di Fisiologia a Medicina dell’Università Statale. E già nel 1952, la Federazione Medico Sportiva aveva aperto un ambulatorio all’Arena di Milano per controllare gli atleti professionisti.  Oggi è una specializzazione post-laurea di quattro anni in cui l’Italia eccelle, ricoprendo un ruolo di primo piano e di riferimento, a livello internazionale, nella stesura delle nuove Linee Guida Europee.

Margaria sosteneva che l’attività sportiva va prescritta al pari di un farmaco, ma il suo pensiero nasceva da lontano – ricorda Fabio Pigozzi, Presidente della FIMS - . Già Ippocrate, oltre 2000 anni fa, scriveva che se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto, né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute”

In linea con questi principi la Federazione Europea ha lanciato nel 2015 il progetto con il logo registrato di  “Exercise Prescription for Health”, perché l’attività sportiva se correttamente prescritta, contribuisce in modo determinante alla costruzione del nostro benessere e della nostra salute.

La Valutazione medico sportiva è alla base di un percorso che prevede di migliorare lo stile di vita, prevenire patologie croniche oltre che invalidanti e ovviamente migliorare le proprie prestazioni sportive. E’ questo l’approccio seguito dall’Istituto di Medicina dello Sport di Milano, che oggi riceve questo importante riconoscimento - afferma Maurizio Casasco, Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI).

L’IMS, infatti è un centro polifunzionale che offre non solo certificazioni di idoneità sportiva agonistica e non,  ma anche consulenze relative alla Valutazione Funzionale ed alla Corretta Alimentazione. E’ inoltre centro di riferimento per gli individui affetti da malattie croniche, in particolare diabetici, che svolgono attività sportiva.

 

La valutazione e certificazione di idoneità sportiva rappresenta il primo ed unico screening, in chiave di prevenzione della salute, della nostra popolazione essendo venuta meno la visita scolastica e quella di leva – continua Maurizio Casasco. Grazie ad una indagine di prossima pubblicazione promossa dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, svolta nell’Istituto di Medicina dello Sport di Milano, ed in altri 16 centri italiani su oltre 23.000 sportivi (Progetto Filtro Sanitario), in occasione della visita di idoneità sono stati raccolti numerosi dati epidemiologici di grande valore per i medici  specialisti in Medicina dello Sport e per le politiche sanitarie italiane.

 

La ricerca FMSI (Progetto FISA). I risultati preliminari della ricerca legata al Progetto della Federazione Medico Sportiva Italiana (Progetto Filtro Sanitario), riportano alcune informazioni fondamentali per capire lo stato di salute di chi pratica attività fisica. Si è riscontrato, ad esempio, un ECG anomalo nel 16% dei casi, con maggiore prevalenza nelle prime visite, individuando dalle piccole alterazioni fino al rischio di morte cardiaca improvvisa. Grazie a questo test, sono stati rilevati svariati casi di insufficienza coronarica, e quindi a grande rischio, in adulti praticanti sport impegnativi, ma allo stesso tempo, in chiave positiva, una documentata ed estesa riduzione della pressione arteriosa, a tutte le età, anche le più avanzate, con significativi vantaggi sull’apparato cardiocircolatorio, in coloro che praticano da anni attività sportiva.

Un altro dato interessante è legato alla inattesaelevata percentuale di giovanissimi, alla prima visita sportiva, con visus naturale ridotto e non diagnosticato e una altrettanto grande prevalenza di atleti con visus comunque ridotto, e ad ogni età, nonostante l’uso di lenti. Inoltre, sono stati evidenziati numerosi casi di varicocele grave, in giovani adulti, con possibili forti implicazioni sulla futura fertilità, ciò a testimonianza che, come già sopra detto, venuta meno la visita scolastica e la visita di leva, queste patologie vengono evidenziate dallo screening della visita medico sportiva, primo e unico screening nel nostro Sistema Sanitario Nazionale.

Inoltre i primi highlights della ricerca confermano la presenza di patologie della colonna vertebrale come paramorfismi in ogni età fino alla scoliosi nei più giovani, una riduzione, anche se parziale, della capacità respiratoria a causa di allergie ad ogni età.

“Allo stesso tempo - sottolinea ancora Maurizio Casasco - l’indagine dimostra come il 72% degli atleti ponga grande attenzione alla nutrizione e questo è un dato che conferma come attività fisica e corretta alimentazione debbano essere un sistema integrato nella medicina dello sport. Un approccio completo, come quello offerto dagli specialisti di Medicina dello Sport e di diverse branche dell’Istituto di Medicina dello Sport di Milano, rappresenta una valida opportunità  per essere competitivi sul campo e per vivere a lungo in salute e con una migliore qualità di vita”

 

Le curiosità.Nel 2014 L’IMS ha effettuato 11.793 visite di cui 9.394 hanno riguardato l’idoneità sportiva agonistica. Nel caso della certificazione dell’idoneità agonistica, prevalgono i minorenni (5.668), e sono presenti, anche se in numero limitato (96), gli atleti CIP, che chiedono di poter fare attività sportiva. I dati e le anomalie riscontrate dalla ricerca epidemiologica della FMSI e riferite soprattutto al primo approccio allo screening per i minorenni confermano come questa visita costituisca un valore fondamentale per individuare non solo le grandi patologie che costituiscono causa di non idoneità, ma anche le piccole patologie che prese per tempo garantiscono salute e benessere per la persona e permettono al contempo, se all’evidenza di un sistema politico lungimirante, progettazione di politica sanitaria e risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale. Tanti anche gli over, dove figura persino una giocatrice di bridge di 83 anni e una visita di idoneità per atletica leggera effettuata da un uomo di ben 82 anni!

Tra i due sessi, sono decisamente più praticanti gli uomini, che rappresentano oltre il 70% (6.700) rispetto alle donne (2.694). Analizzando la disciplina sportiva per cui si chiede l’idoneità, il calcio domina su tutte con 2.534 richieste, seguito da pallavolo (1.331), basket (876), atletica (692), tennis (573), rugby (555), nuoto (460), ginnastica (273), sci nelle varie specialità (231), sport equestri (159) ciclismo (143), judo lotta, karate e arti marziali (113), scherma (111).

 

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