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22.400 bambine e donne rischiano la mutilazione degli organi genitali in Svizzera

In Svizzera vivono circa 22 400 bambine e donne che sono o rischiano di essere vittima della mutilazione di organi genitali. Anche se in Svizzera tali mutilazioni costituiscono un reato, finora è stata pronunciata soltanto un’unica condanna.

Nella riunione del 25 novembre 2020 il Consiglio federale ha adottato il rapporto in adempimento del postulato dell’ex consigliera nazionale Nathalie Rickli (18.3551 "Misure contro le mutilazioni genitali femminili") che prevede varie misure per migliorare la protezione delle bambine e delle donne. Oltre al perseguimento penale, rivestono un ruolo fondamentale la prevenzione e una cooperazione più stretta tra tutti gli attori coinvolti.

Dal 2012 la mutilazione di organi genitali femminili è punita (art. 124 CP). Oltre agli autori della mutilazione, sono puniti anche i genitori o i parenti che fanno mutilare una ragazza. È inoltre punito anche chi commette o rende possibile il reato all'estero. Il perseguimento penale è un segnale chiaro e un elemento importante nella lotta contro la mutilazione di organi genitali femminili. Il rapporto che il Consiglio federale ha adottato in data odierna mostra che i reati gravi si verificano all'interno della famiglia o del contesto sociale e che spesso le vittime sono bambine piccole o adolescenti. Il fatto che la mutilazione degli organi genitali femminili sia radicata nelle culture più diverse e il forte attaccamento delle vittime alla loro famiglia rendono più difficile il perseguimento penale. Gli ultimi anni hanno mostrato che il diritto penale da solo non è sufficiente per far cambiare mentalità o convinzioni e sistemi di valore ben radicati. Pertanto, secondo il rapporto, per lottare in modo efficiente contro queste gravi lesioni corporali con gravi conseguenze psichiche è necessario diversificare e differenziare gli approcci.

Rafforzare la cooperazione e migliorare le basi statistiche

Per i motivi illustrati, il Consiglio federale opta per un approccio globale che poggia su vari pilastri: il perseguimento penale e la prevenzione, l'istituzione di reti interdisciplinari, il rafforzamento della cooperazione nazionale e internazionale nonché l'assistenza e le cure sanitarie alle bambine e alle donne interessate.

La Confederazione partecipa in particolare al finanziamento della rete svizzera contro la mutilazione degli organi genitali delle bambine. Per ottenere un quadro nazionale esaustivo delle bambine e delle donne che sono o rischiano di essere vittima di mutilazione e per valutare l'efficacia delle misure adottate, la Confederazione esamina inoltre eventuali misure per migliorare le basi statistiche.

Infine, il Consiglio federale intende proseguire ed estendere su scala nazionale lo scambio e la cooperazione interdisciplinare di tutti i servizi federali e cantonali toccati dall'argomento. Intende ad esempio istituire un organo composto da rappresentanti dei settori della sanità, del perseguimento penale e della giustizia, ma anche dell'integrazione, dell'asilo, della parità dei sessi e della protezione dei minori, che avrà il compito di accompagnare le misure della Confederazione e dei Cantoni.

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