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10 milioni e 430 mila i fumatori in Italia. Campania, Umbria e Basilicata al top

Rispetto agli anni precedenti in cui si registrava un calo (nel 2010 fumava il 22,8% degli over-14, nel 2011 il 22,3%, nel 2012 il 21,9% e nel 2013 il 20,9%), l’ultima edizione del Rapporto evidenzia un assestamento della quota dei fumatori.

Sono circa 10 milioni e 430 mila i fumatori in Italia nel 2016 (nel 2015 erano 10 milioni e 300 mila), poco più di 6 milioni e 300 mila uomini e poco più di 4 milioni e 100 mila donne. Si tratta del 19,8% della popolazione di 14 anni e oltre. Il numero di coloro che fumano è rimasto pressoché costante a partire dal 2014. Il numero medio di sigarette fumate al giorno continua a diminuire in un trend continuo dal 2001, da una media di 14,7 sigarette nel 2001 a 11,5 del 2016, una variazione che conferma la tendenza alla riduzione di tale abitudine. Rispetto al 2015 vi è una sostanziale stabilità; infatti, si è passati da 11,6 sigarette fumate in media al giorno a 11,5 sigarette nel 2016.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla XV edizione del Rapporto Osservasalute (2017), un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata a Roma. Pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, che ha sede a Roma presso l'Università Cattolica, e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Direttore dell’Osservatorio e Ordinario di Igiene all’Università Cattolica, e dal dottor Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell’Osservatorio, il Rapporto (603 pagine) è frutto del lavoro di 197 ricercatori distribuiti su tutto il territorio italiano che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere e Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanità Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute).

La più alta prevalenza di fumatori si continua a registrare in Campania (23,4% della popolazione di 14 anni e oltre), seguita dell’Umbria (22,8%) e dalla Basilicata (21,5%). La Calabria, invece, registra la più bassa prevalenza di fumatori di sigarette (15,9%), seguita dal Veneto (16,2%). Rispetto alla tipologia comunale, definita sia in termini di ampiezza demografica che in base all’appartenenza al centro o alla periferia di una area metropolitana, si evidenzia una percentuale superiore di fumatori nei Comuni grandi, sia del centro che della periferia dell’area metropolitana (rispettivamente, 21,2% e 22,4%) .

Lo studio della prevalenza di coloro che smettono di fumare, gli ex-fumatori, evidenzia una certa stabilità in quanto, nel 2016, presenta un valore di 22,6% vs 22,8% del 2015. La stabilità sia della prevalenza dei fumatori che di quella degli ex-fumatori sembra indicare che, in Italia, le politiche sanitarie messe in campo per la lotta al fumo stanno dando i loro frutti da qualche anno, ma non riescono a determinare ulteriori diminuzioni.

La prevalenza maggiore di ex-fumatori nel 2016, analogamente a quanto è accaduto nel 2015, si evidenzia in Emilia-Romagna, capofila tra le regioni con il 27,1% della popolazione di 14 anni ed

oltre che si dichiara ex-fumatore. In generale, analizzando le regioni in termini di ripartizioni a cinque, sono le regioni del Nord-Est quelle con la più alta prevalenza di ex-fumatori (26,0%), mentre le regioni del Sud quelle in cui la prevalenza è più bassa (18,0%). Rimane molto elevata la differenza tra uomini e donne.

 

Fumano sempre più gli uomini delle donne: Nel 2016, si mantiene la differenza evidenziata negli anni precedenti di quasi 10 punti percentuali: 15,1% di donne di 14 anni e oltre dichiara di fumare sigarette vs 24,8% di uomini di pari età. Differenze ancora più marcate si registrano tra gli ex-fumatori: 29,0% tra gli uomini over 14 anni vs 16,6% delle donne.

Vizio duro a morire tra i giovani: Le fasce di età che risultano molto critiche, con differenze rispetto al valore medio maggiore, per gli uomini sono, nel 2016, quella dei giovani tra i 25-34 anni e i 35-44 anni in cui, rispettivamente, il 33,5% e il 32,2% degli over 14 anni si dichiarano fumatori e le classi di età 20-24 anni e 55-59 anni per le donne per le quali il 19,9% e il 20,4% si dichiarano fumatrici.

 

I più accaniti sono gli individui over-60 - In merito al numero medio di sigarette fumate al giorno, i più accaniti fumatori sono gli uomini rispetto alle donne (12,5 vs 9,9 sigarette). Gli uomini nella classe di età 55-59 rappresentano i fumatori più “forti”, 14,4 sigarette in media, mentre per le donne è la classe tra i 60-64 anni quella in cui fumano di più (11,3 sigarette).

“In Italia  - sottolinea il dottor Solipaca - dopo una sensibile riduzione del numero dei fumatori avvenuta nel periodo sopra indicato, si è entrati in una fase di stallo, nella quale la prevalenza dei fumatori è rimasta stabile. Sarebbero auspicabili ulteriori azioni, scoraggiando, per esempio, il consumo di tabacco con l'aumento del costo dei pacchetti, così come hanno già fatto altri Paesi”.

Nel 2016, in Italia, il costo medio di un pacchetto di sigarette del brand più venduto a parità di potere d’acquisto era 5,62€, contro i 10,07€ della Norvegia o 10,26€ dell’Irlanda.

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